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Sale d’ascolto e denunce, Carabinieri di Salerno al fianco delle donne: “Non siete sole”

Si tratta di ambienti pensati per accogliere le vittime – spesso accompagnate dai propri figli – in un contesto riservato e non giudicante, lontano dagli uffici ordinari delle stazioni.

Di:
Federica Inverso
Di:Federica Inverso
Scrivo per scelta e sono una cantastorie per passione. Amo i dettagli e di questi, spesso, adoro raccontare. Mi sono laureata in mediazione linguistica alla Sapienza...
Pubblicato il: 09/03/2026
Aggiornato il: 09/03/2026
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Le stanze d’ascolto dei Carabinieri come presidio contro la violenza di genere. In occasione della Giornata internazionale della donna, l’Arma dei Carabinieri ha voluto lanciare un messaggio chiaro a tutte le donne vittime di violenza: non siete sole. Questo l’appello che arriva dal Comando Provinciale dei Carabinieri di Salerno e che si traduce anche in azioni concrete, pensate per offrire ascolto, protezione e sostegno a chi trova il coraggio di denunciare.

Le stanze d’ascolto: un’iniziativa concreta per accogliere le vittime di violenza

Tra le iniziative più significative ci sono le stanze d’ascolto, spazi dedicati e protetti creati nelle caserme di Salerno, Nocera Inferiore, Eboli e Sala Consilina. Si tratta di ambienti pensati per accogliere le vittime – spesso accompagnate dai propri figli – in un contesto riservato e non giudicante, lontano dagli uffici ordinari delle stazioni. Il maresciallo Rosaria Benincasa, referente per i reati legati alla violenza di genere, sottolinea quanto questi spazi siano centrali nel sistema di tutela delle vittime di violenza.

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Le stanze, separate dalle normali aree operative e dotate anche di sistemi di videoregistrazione, permettono infatti di raccogliere testimonianze nel pieno rispetto della privacy e della dignità delle persone coinvolte. Oltre alla raccolta delle denunce, questi luoghi diventano spesso il primo passo di un percorso più ampio di sostegno. L’importanza dell’ascolto e dell’empatia è sottolineata anche dal carabiniere Cristina D’Arienzo, in servizio al Reparto Territoriale di Nocera Inferiore. «Per chi decide di parlare – spiega – è fondamentale sentirsi accolti in un ambiente sicuro, dove poter raccontare liberamente ciò che si è vissuto».

In crescita le segnalazioni

I numeri della violenza di genere nel territorio salernitano dimostrano quanto questo lavoro sia necessario. Negli ultimi sette anni è cresciuto il numero dei reati legati al cosiddetto Codice Rosso, e secondo il capitano Greta Gentili, comandante della Compagnia Carabinieri di Eboli, questo aumento è dovuto anche a un elemento positivo: sempre più vittime decidono di denunciare. Solo nel 2025 sono state quasi novecento le segnalazioni arrivate all’autorità giudiziaria, con decine di arresti eseguiti. I reati più frequenti restano i maltrattamenti in famiglia e gli atti persecutori, ma negli ultimi anni si è registrata una crescita anche delle violenze online, come il revenge porn e altre forme di abuso digitale che colpiscono soprattutto i più giovani.

Emblematico è il caso di una ragazza di vent’anni che, dopo aver condiviso contenuti intimi con il proprio fidanzato, si è ritrovata vittima della pubblicazione online di foto e video senza consenso. In un momento di grande fragilità, grazie al sostegno di un’amica, ha deciso di rivolgersi ai carabinieri della stazione di Sala Consilina. Come racconta la militare Laura Farinola, dopo la denuncia il materiale è stato rimosso dalla rete e il responsabile perseguito. Un esempio concreto di come il coraggio di parlare possa trasformarsi nel primo passo verso la giustizia. È proprio questo il messaggio che i Carabinieri vogliono trasmettere: denunciare è fondamentale. Le stanze d’ascolto rappresentano non solo un luogo fisico dove trovare aiuto, ma anche un simbolo di fiducia per tutte le donne che temono di non essere credute o sostenute.

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