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Oleoturismo: il boom dell’oro verde. Positivo il trend della Campania

L'oleoturismo in Italia cresce del 37,1% tra il 2021 e il 2024. Scopri i dati del Rapporto sul Turismo dell'Olio: trend, esperienze immersive e il ruolo della Campania

Di: Redazione Infocilento
Pubblicato il: 25/02/2026
Aggiornato il: 25/02/2026
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Olio EVO

L’oro verde italiano non è più soltanto un pilastro della dieta mediterranea, ma si trasforma in un potente volano economico e turistico. Tra il 2021 e il 2024, la partecipazione alle esperienze legate all’olio extravergine di oliva ha registrato un incremento del 37,1%, consolidando l’oleoturismo come uno dei segmenti più dinamici del comparto enogastronomico nazionale. Per 7 italiani su 10, l’olio d’oliva rappresenta oggi un vero simbolo del patrimonio culturale e paesaggistico del Paese.

I numeri di un mercato in espansione globale

Il quadro emerge chiaramente dal secondo Rapporto sul Turismo dell’Olio, promosso dall’Associazione Nazionale Città dell’Olio, Coldiretti e Unaprol, con la cura scientifica di Roberta Garibaldi. Lo studio inserisce il trend italiano in un contesto internazionale di forte espansione: il mercato globale del turismo del gusto vale attualmente 11,5 miliardi di dollari, ma le proiezioni indicano il superamento della soglia dei 40 miliardi entro il 2030, con un tasso di crescita annuo del 20%. In questo scenario, l’Europa detiene una quota del 30% e l’Italia si conferma tra le destinazioni più ambite per i viaggiatori in cerca di eccellenze alimentari.

Profilo della domanda e nuove esperienze immersive

Il settore olivicolo italiano può contare su una base solida di 619mila imprese e un patrimonio di oltre 500 cultivar. La domanda si diversifica tra mercato interno ed estero: se gli italiani prediligono le degustazioni con abbinamenti gastronomici (scelte dal 70%), i visitatori provenienti da Germania, Francia, Austria, Svizzera e Stati Uniti mostrano un interesse crescente per l’acquisto diretto in azienda.

Oltre alla classica visita al frantoio, si fa strada la richiesta di esperienze immersive. Gli itinerari tra gli ulivi secolari e le cene nell’uliveto sono opzioni ricercate dal 71% degli intervistati, insieme a percorsi culturali e tour nei frantoi storici. In questo contesto, anche la dimensione locale assume un rilievo strategico. Come sottolinea Umberto Comentale, coordinatore di Aprol Campania:

“In questo scenario si ritaglia il suo spazio la Campania. La tendenza è in crescita anche fra i nostri agriturismi, soprattutto fra quelli che producono piccole quantità e cercano di accontentare i visitatori”.

Analisi della spesa e consapevolezza del consumatore

Il rapporto evidenzia discrepanze significative nella propensione alla spesa tra i diversi mercati. Mentre il turista europeo medio si attesta su una fascia di spesa compresa tra i 20 e i 40 euro, i visitatori statunitensi mostrano una spiccata inclinazione verso il segmento premium, con quote rilevanti di viaggiatori disposti a investire tra i 60 e i 100 euro per singola esperienza.

Nonostante l’interesse degli italiani per gli aspetti salutistici (65%) e varietali (60%), persiste tuttavia un gap informativo. Il 43% degli intervistati dichiara di conoscere la produzione del proprio territorio o di aver visitato oliveti, ma meno della metà è in grado di indicare il nome di almeno una cultivar. Un limite che la formazione e la promozione territoriale mirano a superare.

“Le più rappresentative della Campania sono Ravece, Ortice, Carpellese e Rotondella. Con il crescere della conoscenza anche questi nomi diventeranno più familiari fra i consumatori”, conclude Comentale.

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