A mezzo secolo dalla sua scomparsa, il profilo di Mario Napoli continua a stagliarsi con forza nel panorama culturale italiano. La Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Salerno e Avellino ha scelto di celebrare non solo l’insigne studioso di fama internazionale, ma soprattutto l’uomo delle istituzioni che ha saputo imprimere una svolta moderna e umana alla gestione del patrimonio archeologico.
Soprintendente archeologo di Salerno tra gli anni Sessanta e Settanta, Napoli ha interpretato il proprio ruolo come una vera e propria missione civile. Per lui, la ricerca scientifica non rappresentava un mero esercizio intellettuale isolato, bensì un “atto di restituzione alla comunità”, un ponte necessario tra la storia e i cittadini.
L’archeologia come strumento di riscatto territoriale
L’operato di Mario Napoli si è distinto per una visione lungimirante: la tutela non era intesa come un vincolo statico, ma come uno strumento di riscatto e un motore di sviluppo per le realtà locali. In una stagione segnata da profonde trasformazioni urbanistiche, la sua guida è risultata determinante per arginare la dispersione del patrimonio, promuovendo un’azione di tutela attiva costante e rigorosa.
Il suo approccio innovativo ha permesso di integrare la conoscenza del paesaggio antico con la creazione di una rete museale capillare. Questa prospettiva ha influenzato in modo permanente la percezione e la cura del territorio, trasformando l’archeologia in una fonte di consapevolezza collettiva.
L’omaggio della città e delle istituzioni
Oggi, 17 aprile alle ore 16, la memoria di questo riferimento intellettuale imprescindibile viene onorata presso la Sala Bottiglieri del Palazzo della Provincia di Salerno. L’evento, dal titolo “Ricordo di Mario Napoli a 50 anni dalla sua scomparsa”, rappresenta un momento di riflessione corale sull’impatto che lo studioso ha avuto sullo sviluppo culturale di Salerno e delle aree da lui esplorate.
L’incontro è promosso dal Centro per l’Archeologia Alfonso de Franciscis e Mario Napoli, in stretta collaborazione con la Direzione Musei Nazionali della Campania, la Soprintendenza ABAP di Salerno e Avellino e la Fondazione Paestum. L’iniziativa vanta inoltre il patrocinio del Comune di Salerno, della Provincia e dell’Università degli Studi di Salerno, a testimonianza della stima unanime verso una figura che ha saputo coniugare rigore scientifico e umanità.
