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Cronaca

Scatta l’operazione “Ipervigile”: sequestri per oltre 12 milioni di euro

I finanzieri di Salerno hanno eseguito 5 arresti e sequestrato beni per oltre 12 milioni. Contestati vari reati tra cui associazione a delinquere.

Di: Comunicato Stampa
Pubblicato il: 26/11/2015
Aggiornato il: 26/11/2015
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Fiamme Gialle

I finanzieri di Salerno hanno eseguito 5 arresti e sequestrato beni per oltre 12 milioni. Contestati vari reati tra cui associazione a delinquere.

Su delega della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Nocera Inferiore, i militari del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Salerno hanno dato esecuzione all’ordinanza di applicazione delle misure cautelari degli arresti domiciliari emessa dal G.I.P. del citato Tribunale nei confronti di DE SANTIS Fernando, PAOLINO Filomena, VICIDOMINI Filomena, SCARPATI Maria Assunta e GALLITELLI Pierdonato, al sequestro preventivo – disposto ai sensi dell’art. 321 c.p.p. – finalizzato alla successiva confisca di valori, beni mobili ed immobili per oltre 12 milioni di euro ed al sequestro di quote azionarie e di partecipazione di n. 21 società sull’intero territorio nazionale.

Le attività di indagine sono state avviate dalla segnalazione, effettuata dalla Banca d’Italia, nell’ottobre 2013, per l’ammanco di oltre 9,8 milioni di euro nel caveau della società IPERVIGILE S.r.l..

Le indagini, dirette dalla Procura della Repubblica di Nocera Inferiore (SA) sono state affidate al Nucleo di Polizia tributaria della Guardia di Finanza di Salerno, che ha svolto un minuzioso lavoro di ricostruzione delle vicende di oltre 20 società, tutte amministrate formalmente da prestanome e riconducibili alla famiglia DE SANTIS di Nocera Inferiore (SA), operante da decenni nel settore della vigilanza privata, al fine di accertare eventuali ipotesi di reato poste in essere dagli amministratori e/o da altri soggetti nella gestione della richiamata impresa.

Le attività, coordinate dal Sostituto Procuratore della Repubblica Dott. Roberto Lenza, sono state finalizzate alla raccolta di elementi conoscitivi che consentissero di individuare compiutamente le società gestite di fatto dai De Santis e costituenti il c.d. “GRUPPO DE SANTIS”. Sono state raccolte notizie attraverso le dichiarazioni di oltre 80 dipendenti, è stata esaminata la documentazione sequestrata nel corso delle perquisizioni locali; sono stati eseguiti rilevamenti ed acquisite notizie presso l’Agenzia delle Entrate, l’I.N.P.S., la Camera di Commercio e la Prefettura.

All’esito delle investigazioni, eseguite dai militari del Nucleo di Polizia Tributaria di Salerno, è stata ricostruita in dettaglio l’esistenza di una organizzazione, facente capo ai componenti la famiglia DE SANTIS di Nocera Inferiore (SA) (DE SANTIS Fernando, VICIDOMINI Filomena e PAOLINO Filomena), attivi da fin dagli anni ’80 nel settore della vigilanza privata, i quali, con la fattiva collaborazione di SCARPATI Maria Assunta e GALLITELLI Pierdonato, per mezzo di un sistema di soggetti-schermo, si sono resi autori della creazione di una “galassia societaria” strutturata come una holding di tipo personale – costituita da numerose imprese di cui avevano direttamente o indirettamente (tramite soggetti prestanome, per lo più ex dipendenti) la gestione – attraverso la quale hanno posto in essere una vera e propria associazione a delinquere finalizzata alla realizzazione di condotte penalmente rilevanti riconducibili a bancarotta fraudolenta, appropriazione indebita aggravata per oltre 9,8 milioni di euro, emissione di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti, omesso versamento di ritenute certificate, omesso versamento di I.V.A., omesso versamento all’I.N.P.S. di ritenute previdenziali ed assistenziali, truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, spendita e introduzione nello Stato di monete falsificate e violenza privata.

È stato accertato come il meccanismo delittuoso perpetrato consistesse dapprima nello “spogliare” alcune di tali società di tutte le componenti produttive (attraverso cessioni di azienda o rami di azienda) e, successivamente, nel lasciarle fallire e/o farle cessare, gravate da considerevoli debiti tributari che, in conseguenza della spoliazione, divenivano inesigibili, con grave danno per l’Erario.

Le cariche societarie venivano intestate a dipendenti e/o consulenti delle società del Gruppo DE SANTIS, i quali nella maggioranza dei casi erano intimiditi e costretti ad accettare quanto proposto per conservare il posto di lavoro. Chi non accettava veniva sottoposto a turni di notte, umiliazioni, minacce ed emarginato.

In particolare, per quanto riguarda i “lavoratori”, la strategia era quella di non versare alcuna contribuzione previdenziale e assistenziale e di far fallire le società.

Anche il mancato versamento di “tributi” delle società costituiva un vera e propria costante, un vero e proprio metodo scientifico adottato dalla famiglia De Santis.

Le società venivano fatte fallire distruggendo od occultando le scritture contabili o venivano messe in liquidazione, in modo da rendere impossibile per l’Agenzia delle Entrate riscuotere i crediti: operazione ostacolata anche dal fatto che i soggetti formalmente rappresentanti legali – teste di legno – non risultavano avere disponibilità finanziarie per far fronte al debito contratto dalla società, solo formalmente amministrate.

Gli accertamenti hanno permesso di rilevare 11 casi di fallimento di società del gruppo, nei quali non sono mai state prodotte e consegnate ai curatori fallimentari le prescritte scritture contabili, al fine di non consentire agli organi del fallimento la ricostruzione delle vicende imprenditoriali con specifico riferimento al periodo cronologico antecedente alla declaratoria di fallimento.

Nel frattempo il GRUPPO DE SANTIS creava nuove società, con denominazioni simili a quelle delle società morienti, oppure ne acquisiva altre operanti nello stesso settore della vigilanza privata.

Il meccanismo consentiva anche di incassare i contributi per la riassunzione agevolata di lavoratori in mobilità o licenziati, nella forma degli sgravi contributivi. I De Santis infatti licenziavano i propri lavoratori e li riassumevano con un’altra società apparentemente estranea (in modo da avere diritto alle sovvenzioni) e in realtà sempre gestita dai medesimi, con un meccanismo che ha consentito di percepire indebitamente ai danni delle casse pubbliche centinaia di migliaia di euro.

Sono stati accertati anche episodi in cui nel caveau della società IPERVIGILE venivano sostituite banconote genuine con altre false, su ordine di DE SANTIS Fernando e con la collaborazione dei suoi familiari e dei dipendenti capi-conta. Per le banconote false veniva quindi chiesto il rimborso alla Banca d’Italia, mentre quelle genuine venivano sottratte.

In sintesi, tutte le società facenti parte del GRUPPO DE SANTIS sono state ritenute costituire una struttura apparente, dietro la quale si celava in realtà un’impresa unitaria gestita dai componenti della famiglia DE SANTIS stessa e, primo tra essi, da DE SANTIS Fernando.

L’attività costituisce prosecuzione e sviluppo dell’indagine nei confronti della società BSK SECURMARK SERVIZI FIDUCIARI SALERNO s.r.l., condotta anch’essa nel febbraio 2015 a dalla Procura della Repubblica di Nocera Inferiore avvalendosi del Nucleo di Polizia tributaria della Guardia di finanza di Salerno, per la quale alcuni componenti della famiglia sono stati ristretti agli arresti domiciliari.

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