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Stazione di Sapri, scatta l’allarme servizi: albergatori e cittadini pronti alla protesta per il Frecciarossa e il facchinaggio

I cittadini e gli operatori turistici di Sapri chiedono il ripristino immediato del Frecciarossa e l'attivazione del servizio di facchinaggio alla stazione. Pronti i presidi di protesta dall'inizio di luglio senza risposte da Comune e Regione

Di: Maria Emilia Cobucci
Pubblicato il: 01/07/2026
Aggiornato il: 01/07/2026
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La gestione dell’accoglienza turistica e l’efficienza dei nodi di trasporto tornano al centro del dibattito nel Cilento. A Sapri, snodo ferroviario cruciale per l’intero comprensorio meridionale della provincia di Salerno, la tensione tra gli operatori economici e i residenti è in forte aumento. La causa del malcontento risiede nei ritardi legati ai collegamenti ad alta velocità e nella carenza di servizi essenziali all’interno dello scalo, fattori che rischiano di compromettere l’imminente stagione estiva.

Il nodo dei trasporti e il ritardo dell’alta velocità

La comunità locale esprime forte preoccupazione per la mancata attivazione di servizi ferroviari considerati strategici per l’economia del territorio. Il fulcro della questione rimane il ripristino delle corse dei treni ad alta velocità, fondamentali per collegare il golfo di Policastro alle grandi direttrici nazionali.

Gli operatori del settore ricettivo e i commercianti sottolineano come la programmazione logistica sia vitale per garantire il flusso di visitatori. In una nota congiunta, i rappresentanti del territorio hanno esposto chiaramente la situazione attuale: «Siamo cittadini, albergatori e commercianti di Sapri che, ogni giorno e con grandi sacrifici, lavorano per valorizzare e promuovere il nostro splendido territorio. In questi ultimi giorni si fa un gran parlare del ritorno del Frecciarossa, un collegamento vitale che purtroppo, al momento, ancora non si vede sui nostri binari. Confidiamo e speriamo che il servizio possa ripartire regolarmente nel giro di pochissimi giorni».

Carenza di servizi in stazione e richieste alle istituzioni

Accanto alla problematica dei collegamenti infrastrutturali, emerge la necessità di garantire standard assistenziali minimi all’interno della stazione. La priorità assoluta individuata dai firmatari dell’appello riguarda l’assenza di supporti per la movimentazione dei bagagli, una lacuna che penalizza l’immagine dell’intera area nei confronti dei turisti, in particolare delle fasce più deboli.

La richiesta di un provvedimento strutturale è indirizzata direttamente ai vertici del governo locale e regionale. I cittadini invocano un piano d’azione che non si limiti al solo scalo saprese, ma che estenda le tutele a tutte le aree limitrofe interessate da consistenti flussi di passeggeri: «Torniamo a ribadire con forza una richiesta prioritaria: l’attivazione immediata del servizio di facchinaggio presso la stazione di Sapri. Chiediamo un intervento urgente da parte del Sindaco e della Regione Campania affinché non solo venga finanziato e potenziato questo servizio a Sapri, ma si preveda un piano di supporto anche per le altre stazioni del comprensorio che registrano un alto flusso di turisti e che si trovano attualmente in forte difficoltà. Non possiamo permetterci di accogliere i visitatori senza garantire standard minimi di assistenza, specialmente a chi viaggia con bagagli pesanti, agli anziani e alle persone con disabilità».

L’ultimatum e le possibili mobilitazioni di luglio

La pazienza degli operatori economici e dei residenti sembra ormai giunta al limite, complice la prossimità del picco degli arrivi estivi. Senza interventi immediati volti a sanare le carenze della stazione e a confermare l’arrivo dei treni rapidi, la comunità si dice pronta a manifestare pubblicamente per rivendicare i propri diritti.

La scadenza fissata per l’adozione di provvedimenti concreti coincide con l’inizio del prossimo mese. Se le istituzioni non forniranno riscontri operativi, lo scalo ferroviario diventerà lo scenario di manifestazioni di dissenso: «Se non otterremo risposte concrete e risultati tangibili, daremo vita a presidi di protesta pacifici presso lo scalo ferroviario. Metteremo in campo tutto il nostro impegno per difendere i diritti del nostro territorio e pretendere i servizi che meritiamo».

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