La gestione del patrimonio immobiliare pubblico torna al centro del dibattito politico a Sant’Arsenio. Il consigliere comunale e vice segretario provinciale del movimento Italia dei Diritti De Pierro, Andrea Vricella, ha depositato un’interrogazione a risposta scritta sollevando pesanti critiche sulla regolarità amministrativa e sulla gestione dei tempi riguardanti la ristrutturazione edilizia dell’ex pastificio Spinelli.
Al centro della contestazione vi è la delibera di giunta numero 100 dell’8 giugno 2026, un atto ricognitivo nato per sanare le discrepanze catastali emerse dopo i rilievi della Soprintendenza Archeologica di Salerno e Avellino. Secondo l’esponente della minoranza, il provvedimento presenta gravi profili di illegittimità, incongruenze procedurali e una profonda sciatteria nella redazione.
Il nodo delle competenze e la presunta illegittimità
Il primo punto sollevato da Vricella riguarda la competenza stessa dell’organo che ha varato l’atto. Trattandosi di modifiche formali e sostanziali a beni che rientrano nel patrimonio dell’ente, l’esponente di Italia dei Diritti richiama con fermezza il Testo Unico degli Enti Locali.
“La delibera in oggetto modifica e rettifica la consistenza e la descrizione catastale di immobili facenti parte del patrimonio indisponibile e disponibile dell’ente. ai sensi dell’ art. 42 comma 2 lettera I del D.Lgs 267/2000 (TUEL) gli atti relativi agli acquisti, alle alienazioni e alle modifiche formali o sostanziali del patrimonio immobiliare rientrano tra le competenze esclusive ed inderogabili del consiglio comunale. La giunta adottando un provvedimento ricognitivo che altera l’oggetto del contratto originario del 2007, ha invaso la sfera di competenza dell’organo assembleare, configurando un vizio di incompetenza dell’organo deliberante”.
Incertezza sull’esecutività e il paradosso del RUP
L’analisi del documento ha messo in luce un cortocircuito procedurale tra la volontà espressa dalla giunta e la successiva attestazione del Segretario Generale. Una sfasatura che, secondo il consigliere, mina la certezza giuridica dell’atto nei confronti della Soprintendenza.
“Si rileva un gravissimo errore procedurale tra quanto votato dalla giunta e quanto attestato dal Segretario Generale: Al punto 5 del deliberato si dichiara l’atto immediatamente esecutivo ai sensi dell’art. 134 comma 4 del TUEL. Al contrario nel Certificato di Esecutività, il Segretario Generale attesta testualmente che La presente deliberazione diverrà esecutiva ai sensi dell’art. 134 comma 3 il 29/06/2026. Tale sfasatura genera una totale incertezza giuridica sulla reale data di efficacia di un atto destinato a un enete terzo ( soprintendenza )”.
A questo scenario si aggiunge un’ulteriore anomalia legata alla figura del Responsabile Unico del Progetto. Nel testo si mantiene infatti la titolarità della procedura in capo a un ufficio che l’organigramma dell’ente ha formalmente cancellato di recente.
“A pagina 3 dell’atto si da conto che il Responsabile Unico del Progetto (RUP) Rimane lo stesso responsabile dell’ex Area Tecnica / Amministrativa Trasversale. Nella riga successiva tuttavia si richiama la Delibera n. 62 del 04 aprile 2026 con cui tale area è stata soppressa. Non è giuridicamente ammissibile mantenere la titolarità di un procedimento in capo al responsabile di un ufficio non più esistente nell’organigramma dell’Ente”.
Refusi nel testo e diciannove anni di ritardi
Oltre ai vizi di forma e sostanza, l’interrogazione evidenzia una scarsa cura nella stesura dei documenti ufficiali, definita come vera e propria sciatteria redazionale, con la ripetizione consecutiva della stessa numerazione nei punti del deliberato e clamorosi errori ortografici, come la dicitura “catasto dei Tirreni” al posto di Terreni.
La critica più severa resta però quella di natura politica. L’acquisto del complesso dell’ex pastificio Spinelli risale al 25 ottobre 2007. Per quasi un ventennio l’immobile è rimasto in un limbo, senza che venissero eseguite le necessarie verifiche inventariali, fino allo stato di crollo attuale e al blocco del progetto per la nascita del Centro di ricerca per l’imprenditoria agricola.
“Il dato più allarmante risiede nella tempistica, il compendio immobiliare è stato acquistato nel 2007. Questa amministrazione si è avveduta degli errori catastali e dello stato di crollo dei fabbricati solo nel 2025/2026, unicamente perché costretta dai rilievi della Soprintendenza. Per ben 19 anni il patrimonio comunale è stato gestito senza alcuna verifica inventariale e catastale, causando l’attuale paralisi del progetto del Centro di ricerca per l’imprenditoria agricola”.
La minoranza chiede ora risposte scritte immediate e precise. Vricella ha formalmente invitato il sindaco e la giunta a chiarire il mancato passaggio in Consiglio Comunale, valutando il ritiro in autotutela dell’atto. Al contempo, viene chiesto al Segretario Generale di relazionare sull’errore del certificato di esecutività e all’amministrazione di quantificare i possibili danni economici, tra spese aggiuntive e canali di finanziamento persi a causa di questo lungo stallo.
