Gli avvisi di pagamento della TARI arrivati nelle case dei cittadini evidenziano un incremento delle tariffe di circa il 30% rispetto agli anni precedenti, sollevando forte preoccupazione tra le famiglie e gli operatori economici locali. Lo sostengono dal gruppo di opposizione di San Giovanni a Piro.
La natura dei rincari sulla tariffa rifiuti
I dati contabili indicano che il costo complessivo del servizio di gestione dei rifiuti è passato dagli 814.000 euro del 2023 a 1.154.000 euro per il 2026, registrando una crescita netta pari a 340.000 euro. Tale progressione economica, riscontrabile negli atti amministrativi, incide direttamente sulla determinazione finale del tributo applicato all’utenza.
È opportuno precisare il quadro normativo di riferimento: l’introduzione del metodo tariffario predisposto dall’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (ARERA) non comporta di per sé un aumento automatico dei costi per i contribuenti. La regolamentazione nazionale impone unicamente l’adeguamento del tributo al costo reale, effettivo e trasparente del servizio erogato dalla struttura locale.
Le posizioni politiche sul bilancio d’appalto
Sulla questione dell’incremento economico sono intervenuti i consiglieri di opposizione del gruppo “Liberi di Scegliere” (Alberico Sorrentino, Sandro Paladino e Giuseppe Sorrentino), specificando la propria contrarietà in fase di votazione. I rappresentanti di minoranza sottolineano la continuità storica di questo rialzo dei costi:
“Senza alcuna volontà di fare speculazione politica riteniamo doveroso nei confronti della comunità dire le cose esattamente come stanno. La scelta del nostro gruppo è sempre stata una: garantire la massima trasparenza e informare correttamente la cittadinanza. Il rincaro della tariffa non è frutto di decisioni o politiche legislative nazionali. L’aumento deriva invece dall’esplosione dei costi della struttura del servizio e dalla ripartizione applicata dall’Amministrazione tra residenti e non residenti proprietari di immobili.”
I consiglieri aggiungono dettagli sulla progressione delle spese negli appalti comunali:
“È la conferma di una tendenza che denunciamo con forza da tempo: già nel 2023 avevamo evidenziato come fossimo passati da una gara d’appalto di 3 milioni di euro nel 2016 a oltre 5 milioni di euro nel 2022. Le carte non mentono: la gestione dei costi è andata fuori controllo e oggi a pagarne il conto sono i contribuenti. Riteniamo che il costo complessivo del servizio sia diventato decisamente eccessivo e insostenibile per molte famiglie e attività commerciali.”
Criticità operative nel territorio e verifiche amministrative
Accanto alle questioni di bilancio, la gestione operativa del servizio ha registrato segnalazioni di criticità nelle aree del centro storico di Bosco e San Giovanni a Piro, oltre che sul lungomare di Scario. In seguito all’inoltro dei rilievi alla ditta incaricata, si è preso atto che le operazioni di bonifica e ripristino delle aree interessate sono state eseguite.
Per gli utenti che riscontrano possibili anomalie nelle bollette o discrepanze sui dati registrati, l’indicazione operativa è quella di effettuare un riscontro diretto.
