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Scuola, scure sul dimensionamento: ecco cosa cambia a Salerno e provincia

Piano dimensionamento scolastico 2026-2027 in Campania: 23 istituti a rischio. Ecco cosa cambia in provincia di Salerno

Di:
Ernesto Rocco
Pubblicato il: 03/01/2026
Aggiornato il: 02/01/2026
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Aula scuola

Il panorama scolastico campano si appresta a vivere una nuova stagione di mutamenti. Al centro del dibattito, il piano di dimensionamento regionale per l’anno scolastico 2026-2027, discusso recentemente a Palazzo Santa Lucia. Il progetto prevede il taglio o la riorganizzazione di ben 23 autonomie scolastiche su tutto il territorio regionale, una misura che ha già scatenato la ferma opposizione dei sindacati e delle comunità locali.

Sebbene non sia stato ancora diffuso un elenco definitivo, le indiscrezioni che filtrano dagli uffici tecnici delineano un quadro preoccupante per diverse realtà locali. La provincia di Salerno, in particolare, appare tra le zone più colpite da questa operazione di razionalizzazione della rete scolastica, che mira a raggruppare gli istituti sotto un numero inferiore di dirigenti e uffici amministrativi.

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I comuni salernitani nel mirino del piano

Nel capoluogo, le manovre di accorpamento potrebbero riguardare istituti storici. Sotto osservazione il possibile sodalizio forzato tra l’IIS Santa Caterina e l’Amendola, un’operazione che comporterebbe la creazione di un polo scolastico di dimensioni considerevoli, sollevando interrogativi sulla gestione della complessità amministrativa e didattica.

Spostandoci nell’agro nocerino-sarnese, la situazione ad Angri vede protagonista la Scuola Media Galvani Oprolla. Qui il piano prevede una trasformazione radicale: dalla struttura attuale potrebbero infatti nascere due nuovi Istituti Comprensivi (IC), frammentando e riassemblando la popolazione studentesca del territorio.

Anche nella Valle del Sele e nell’area universitaria i cambiamenti non mancano. A Campagna si ipotizza l’unificazione tra l’IC Palatucci e l’IC Campagna Capoluogo. Nel comune di Fisciano, invece, la riorganizzazione punterebbe alla fusione tra l’IC Nicodemi e l’IC De Caro, nel tentativo di verticalizzare l’offerta formativa e ottimizzare le risorse.

La protesta dei sindacati

La Cgil e la Flc-Cgil hanno espresso una netta contrarietà al metodo adottato dalla Regione. Secondo Ottavio De Luca e Nicola Ricci, segretari regionali delle sigle sindacali, la Campania non ha bisogno di tagli, specialmente in una fase delicata segnata da un’ordinanza del Consiglio di Stato che tiene ancora in bilico il numero delle autonomie per il 2026/2027.

“Non possiamo condividere un metodo che estromette la partecipazione e il dialogo”, dichiarano i sindacalisti, sottolineando come la richiesta di formulare “proposte alternative” in tempi brevi rischi di innescare una “guerra tra poveri” tra i diversi comuni. La preoccupazione principale resta la sottrazione di spazi pubblici di discussione e il timore che la riduzione delle autonomie possa tradursi in un calo della qualità del servizio scolastico sul territorio.

Il nodo della “verticalizzazione”

Il piano regionale sembra seguire le direttive ministeriali che spingono verso la creazione di poli scolastici più grandi, attraverso il processo di verticalizzazione (unione di scuole dell’infanzia, primarie e medie sotto un’unica direzione). Se da un lato l’amministrazione regionale si trova a dover gestire le diffide ministeriali, dall’altro sindacati e sindaci chiedono di tutelare la storia e l’identità dei singoli plessi, essenziali soprattutto nelle realtà più periferiche della provincia di Salerno.

Riepilogo delle principali novità scolastiche (AS 2026-2027)

Ambito territorialeIstituti coinvoltiTipologia di intervento
Salerno CittàIIS Santa Caterina e IIS AmendolaRazionalizzazione e accorpamento
AngriSM Galvani OprollaScissione per la creazione di 2 nuovi IC
CampagnaIC Palatucci e IC Campagna CapoluogoFusione e unificazione
FiscianoIC Nicodemi e IC De CaroAccorpamento in unico istituto
Campania (Generale)23 Autonomie scolasticheTaglio complessivo regionale
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