Agropoli è tornata a far sentire la propria voce con una partecipazione che non si vedeva da tempo. Quasi tremila persone sono scese in piazza oggi pomeriggio, unendosi in un unico coro per chiedere con determinazione la riapertura dell’ospedale civile. Il lungo corteo, partito dal municipio, ha attraversato il cuore della città per concludersi simbolicamente pochi minuti fa dinanzi ai cancelli del nosocomio di via Pio X.
Alla manifestazione hanno preso parte numerose autorità, tra cui i sindaci del comprensorio, il primo cittadino di Scafati Pasquale Alberti, la senatrice Felicia Gaudiano, il deputato Attilio Pierro, il consigliere regionale Mimì Minella e il presidente del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, Giuseppe Coccorullo. Accanto alle istituzioni, una folla composta da associazioni, sindacati, studenti e cittadini ha ribadito l’urgenza di ripristinare un servizio essenziale per l’intero territorio.
Il ruolo del comitato Pro Ospedale e le criticità del presidio
L’iniziativa è stata promossa dal comitato “Pro Ospedale”, guidato da Gisella Botticchio, che già lo scorso agosto aveva coordinato una prima mobilitazione. L’obiettivo della protesta odierna è chiaro: mantenere alta la pressione politica su una ferita aperta ormai da tredici anni, quando la struttura fu chiusa senza mai essere pienamente ripristinata.
Oggi, il presidio di Agropoli opera con servizi estremamente ridotti, del tutto insufficienti per coprire un bacino d’utenza di circa ottantamila residenti, cifra che aumenta esponenzialmente durante i mesi estivi. Al momento, la città può contare esclusivamente su un punto di primo soccorso, che resta tuttavia escluso dalla rete dell’emergenza-urgenza, lasciando di fatto il territorio privo di una risposta rapida nelle situazioni critiche.
Le richieste alla Regione Campania e le voci del territorio
Il destinatario principale dell’appello lanciato dalla piazza è la Regione Campania, in particolare il nuovo presidente Roberto Fico. La speranza dei manifestanti è che l’uscita della Regione dal piano di rientro possa finalmente sbloccare le risorse necessarie.
“Ce la faremo – ha dichiarato con determinazione Gisella Botticchio – con il precedente corteo siamo riusciti a ottenere la modifica dell’atto aziendale da parte dell’Asl. Ora dobbiamo continuare a manifestare per non far calare il sipario. Siamo certi che, grazie all’uscita della Regione dal piano di rientro, sarà finalmente possibile riaprire il nostro ospedale”.
Sulla stessa linea il sindaco di Agropoli, Roberto Mutalipassi, che ha sottolineato gli sforzi della politica locale per instaurare un dialogo costruttivo con l’Asl finalizzato alla riattivazione del pronto soccorso. Tuttavia, resta lo scoglio della carenza di personale medico, come evidenziato dal vicesindaco di Roccadaspide, Girolamo Auricchio, il quale ha ricordato come anche gli ultimi bandi non abbiano garantito i numeri sufficienti per rendere operativi i reparti di emergenza.
Tensione e contestazioni durante gli interventi istituzionali
Nonostante lo svolgimento ordinato del corteo, non sono mancati momenti di tensione all’arrivo presso l’ospedale. Alcuni esponenti parlamentari di diversi schieramenti sono stati raggiunti da fischi e contestazioni nel momento in cui hanno provato a illustrare le dinamiche della chiusura o a fornire rassicurazioni sul futuro.
“Siamo stanchi delle solite promesse”, hanno replicato i manifestanti, ricordando le diverse inaugurazioni avvenute nell’ultimo decennio, definite “farsa” poiché prive di una reale attivazione dei servizi essenziali. In questo contesto, la senatrice Felicia Gaudiano ha assicurato l’impegno istituzionale, offrendosi come intermediaria tra la comunità locale e il governatore Fico.
Il sostegno della Diocesi e le prossime tappe della protesta
Anche la Chiesa locale ha espresso la propria solidarietà. Attraverso un messaggio, il vescovo di Vallo della Lucania, monsignor Vincenzo Calvosa, ha voluto far sentire la sua vicinanza nonostante l’assenza dovuta a un lutto: “Con il cuore siamo lì con voi, perché condividiamo il fine di questa manifestazione. La Diocesi è al fianco di chi protesta per il diritto alla salute e auspica un netto cambio di rotta nelle politiche sanitarie”.
Il corteo si è sciolto dopo circa cinque ore di mobilitazione, ma la battaglia non finisce qui. I promotori hanno annunciato che il prossimo passo sarà portare le istanze del territorio direttamente negli uffici della Regione a Napoli.