La riattivazione dei servizi amministrativi presso la struttura sanitaria di Santa Maria di Castellabate, con il ripristino degli sportelli per la scelta e revoca del medico e per il pagamento del ticket, è diventata terreno di un acceso scontro politico. A seguito delle dichiarazioni del consigliere di minoranza Domenico Di Luccia, che aveva attribuito il risultato alle pressioni e alle battaglie della sua fazione, è giunta la ferma replica del sindaco Marco Rizzo. Il primo cittadino ha contestato la ricostruzione dell’opposizione, rivendicando l’operato della propria giunta e parlando di una polemica puramente propagandistica.
La replica del sindaco Marco Rizzo all’opposizione
Il sindaco Rizzo ha espresso chiaramente la propria posizione, definendo l’atteggiamento della minoranza come un tentativo tardivo di intestarsi meriti non propri in vista della campagna elettorale. Secondo il capo dell’amministrazione comunale, i risultati ottenuti sul fronte della sanità locale non derivano da azioni di disturbo o proclami pubblici, bensì da un percorso istituzionale programmato.
“C’è chi arriva dopo la partita e pretende pure di alzare la coppa. La riapertura dei servizi amministrativi presso l’ex S.A.U.T. di Santa Maria di Castellabate è una buona notizia per tutti i cittadini. Ma raccontare che sia il frutto di “pressioni”, “battaglie” o “insistenze” della minoranza significa semplicemente non dire la verità. Questo risultato nasce da un lavoro serio, silenzioso e costante portato avanti dall’Amministrazione Comunale attraverso interlocuzioni continue con gli uffici competenti, con la direzione del Distretto Sanitario 70. Senza proclami. Senza sceneggiate. Senza il bisogno di intestarsi ogni cosa.”
Il funzionamento della struttura e la Casa di comunità
Nella sua controreplica, Rizzo ha voluto fare chiarezza anche sullo stato operativo della struttura di Santa Maria, smentendo l’ipotesi di una chiusura totale del presidio e ricordando la recente riorganizzazione che ha interessato il centro sanitario a partire dalla scorsa primavera.
“Più che una riapertura, sembra la sagra del “sono stato io”. Peccato che la struttura, mentre qualcuno chiacchiera, non solo non ha mai chiuso ma è diventata Casa di Comunità dallo scorso 1 Aprile con la presenza di medici e infermieri di alta professionalità al servizio degli utenti.”
I dialoghi istituzionali e l’accusa di propaganda
Il primo cittadino ha difeso il metodo della concretezza basato sul confronto diretto con gli enti sanitari, ponendo l’accento sulla differenza tra la gestione amministrativa quotidiana e la comunicazione politica sui canali social, definita inadeguata rispetto alle reali necessità della popolazione.
“Noi preferiamo lavorare per i cittadini invece di scrivere poemi autocelebrativi sui social. I servizi tornano perché l’Amministrazione Comunale ha costruito dialoghi istituzionali concreti. Ai cittadini interessano i fatti. E i fatti dicono che noi continuiamo, con serietà e responsabilità, a difendere il territorio e i suoi servizi. Il resto è propaganda. Anche piuttosto tardiva. Ma si sa, in campagna elettorale c’è chi lavora ogni giorno e chi invece chiama l’amico giusto, si fa la foto con l’onorevole e poi arriva a raccontare la favola dell’impresa eroica. Meno teatrini e più serietà!”
La discussione resta aperta, evidenziando una forte polarizzazione all’interno del consiglio comunale sul tema della gestione e del potenziamento dei presidi sanitari nel territorio di Castellabate.
