Padre Giacomo Selvi avrebbe compiuto oggi 88 anni. Nato l’11 maggio 1938 a Sant’Ambrogio di Valpolicella (VR) da papà Ambrogio, cavatore di marmo, e dalla madre Amabile Giacomuzzi, casalinga, fin da piccolo mostrò una gracile costituzione con la tendenza ad ammalarsi spesso: fu proprio in una di queste situazioni critiche che iniziò il suo profondo percorso di fede.
La guarigione miracolosa e i primi passi nella fede
All’età di 7 anni, infatti, venne ricoverato d’urgenza all’ospedale di Bussolengo a causa di un’occlusione intestinale. Dopo quattro mesi, a causa delle gravissime condizioni, il bambino fu dimesso affinché potesse trascorrere gli ultimi istanti fra i suoi cari. Inaspettatamente, contro ogni previsione, le condizioni del piccolo Lino (questo il vero nome di battesimo di Giacomo Selvi) migliorarono sensibilmente. “Pur essendo alquanto magro, divenne forte come una roccia”, raccontò in seguito il fratello Giacomo.
La ritrovata salute invogliò Lino a frequentare assiduamente la parrocchia, presso la quale aveva prestato servizio come chierichetto già dall’età di cinque anni al fianco di Don Ettore Toffoloni.
La formazione francescana e gli studi teologici
Nel 1948 raggiunse il convento dei francescani a Trento e, presso la scuola elementare e media mantenuta dai frati a Campolomaso, frequentò le classi fino a conseguire la licenza media. Quando tornava a casa per le vacanze, divideva il suo tempo fra la chiesa e i campi, dove si recava per pascolare il piccolo gregge di capre e pecore del padre.
Dopo gli studi classici, il 16 settembre 1962 fece la solenne professione religiosa e indossò il saio francescano, assumendo il nome del fratello Giacomo. Terminati gli studi teologici a Trento, divenne sacerdote il 27 giugno 1965. Proseguì la sua formazione accademica conseguendo la laurea in Teologia “magna cum laude” all’Antonianum di Roma e si diplomò inoltre alla Gregoriana in Eloquenza e Diritto Canonico.
L’arrivo ad Agropoli e il legame con la comunità
Nel 1976, Padre Giacomo Selvi si stabilizzò ad Agropoli. Trovò subito ospitalità in un alloggio messo gentilmente a disposizione dalla famiglia Grippa. Si ritrovò così a capo della “comunità della stazione”, come veniva soprannominata la parrocchia del Sacro Cuore.
In breve tempo, Padre Giacomo divenne un punto di riferimento imprescindibile non solo per il quartiere, ma per l’intera città e i paesi limitrofi, distinguendosi per la sua instancabile dedizione pastorale e la sua vicinanza agli ultimi, lasciando un segno indelebile nel cuore degli agropolesi.
