Lunedì 18 maggio, dalle ore 11:20 alle 13:20, l’auditorium del Liceo Alfonso Gatto di Agropoli ospiterà il convegno “Una tavola per la pace”, un momento di confronto e dialogo dedicato ai temi della convivenza, della fratellanza tra i popoli e del ruolo delle religioni nella costruzione della pace.
L’iniziativa nasce da un’idea dei rappresentanti degli studenti dell’istituto insieme al professore di Storia e Filosofia Marco Tarallo, con la collaborazione di Alfonso Conte. L’obiettivo dell’incontro è quello di mettere in dialogo studiosi, rappresentanti di differenti confessioni religiose e studenti, creando uno spazio di riflessione condivisa sui grandi temi della pace, dell’inclusione e della responsabilità civile.
Gli ospiti e le prospettive del confronto
Ad intervenire saranno Maria Albano, Carmine Napolitano, Eugenio Mastrovito e Don Carlo Pisani. Attraverso prospettive differenti, ma accomunate dalla volontà di promuovere il dialogo, gli ospiti offriranno agli studenti occasioni di approfondimento e confronto sui temi della coesistenza pacifica e della solidarietà tra culture e religioni.
Dal Documento di Abu Dhabi alla Costituzione Italiana
Il convegno prenderà spunto anche dal Documento sulla Fratellanza Umana per la pace mondiale e la convivenza comune, firmato nel 2019 ad Abu Dhabi da Papa Francesco e dal grande imam di Al-Azhar Ahmad Al-Tayyeb, testo considerato uno dei simboli più importanti del dialogo interreligioso contemporaneo.
Nel corso dell’incontro si rifletterà sul ruolo concreto delle religioni in un tempo segnato da guerre, tensioni internazionali, crisi sociali e profonde trasformazioni culturali. Il dialogo con gli studenti proverà a interrogarsi sulle possibilità offerte dalle differenti culture presenti sul territorio nella costruzione di una comunità plurale, pacifica e solidale, in linea con i principi sanciti dalla Costituzione italiana e dai valori democratici e antifascisti su cui essa si fonda.
Un’occasione educativa per le nuove generazioni
“Una tavola per la pace” si propone così non solo come un appuntamento culturale, ma come un’importante occasione educativa per i giovani, chiamati a confrontarsi direttamente con esperienze, idee e sensibilità diverse, nella convinzione che il dialogo resti uno degli strumenti più autentici per costruire il futuro.
