Rogo alla festa patronale di Bosco: condannato il pirotecnico per incendio colposo

Il Tribunale di Vallo della Lucania ha condannato a due anni il tecnico pirotecnico per l'incendio che nel 2016 distrusse oltre 4 ettari a San Giovanni a Piro

Fuochi d'artificio

Il Tribunale di Vallo della Lucania ha emesso una sentenza di primo grado in merito al devastante incendio che, nel 2016, funestò i festeggiamenti patronali nella frazione Bosco di San Giovanni a Piro. Il giudice Concetta Serrone ha condannato a due anni di reclusione, con il beneficio della pena sospesa, il tecnico incaricato dello spettacolo pirotecnico, ritenuto responsabile del reato di incendio colposo. Il deposito delle motivazioni entro i prossimi novanta giorni.

La dinamica del disastro durante i festeggiamenti di San Rocco

L’episodio risale alle celebrazioni in onore di San Rocco, un momento di forte aggregazione per la comunità locale. Mentre la processione attraversava le strade del paese, in località Pie D’Ulivo Nivera aveva inizio lo spettacolo di fuochi d’artificio. Secondo la ricostruzione dei fatti, proprio in corrispondenza del punto di innesco dei mortai si sono sprigionate le prime fiamme.

In breve tempo, il rogo si è propagato con estrema rapidità, interessando i terreni agricoli circostanti e colpendo duramente i preziosi uliveti della zona. L’incendio ha divorato complessivamente una superficie di 4,65 ettari. Solo il tempestivo e massiccio intervento dei Vigili del Fuoco ha permesso di circoscrivere il fronte del fuoco, impedendo che il disastro assumesse proporzioni ancora più drammatiche per il patrimonio naturalistico del territorio.

Le contestazioni: negligenza e mancata sicurezza

Il fulcro dell’impianto accusatorio, accolto dal Tribunale, risiede nella condotta del tecnico pirotecnico, censurata sotto i profili di negligenza, imprudenza e imperizia. Al professionista è stato contestato, nello specifico, di “non aver adottato adeguate misure preventive per impedire che l’innesco dei mortai potesse provocare un incendio nelle aree circostanti”. La mancata predisposizione di presidi di sicurezza idonei a contenere il rischio intrinseco dell’attività è stata dunque individuata come la causa diretta del rogo.

Risarcimento dei danni e oneri legali

Oltre alla sanzione detentiva, la sentenza stabilisce pesanti ripercussioni sul piano civile. Il pirotecnico è stato infatti condannato al risarcimento dei danni in favore delle parti civili costituite; l’esatta quantificazione degli indennizzi sarà definita nell’ambito di un separato giudizio civile. Il dispositivo del Tribunale di Vallo della Lucania ha inoltre disposto il pagamento delle spese legali, quantificate in 3.592 euro per ciascuna delle parti civili coinvolte nel processo.

Episodi del genere non sono nuovi. Un anno fa un rogo divampò ad Eredita, frazione di Ogliastro Cilento, a seguito dello sparo di fuochi pirotecnici per la festa del patrono San Giovanni Battista.

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