La gestione dei rifiuti ad Agropoli sta scatenando una scia di polemiche che rischia di minare non solo la quotidianità dei residenti, ma anche l’appeal turistico del territorio nel pieno della stagione estiva. I cumuli di immondizia non differenziata lasciati sui marciapiedi, visibili ormai anche a ridosso del centro cittadino, hanno trasformato la questione ambientale in una vera e propria emergenza d’immagine per la città.
Il nodo della vicenda risiede nel cambio di rotta della Sarim, l’azienda responsabile della raccolta differenziata. Nei giorni scorsi, il sindaco Roberto Mutalipassi ha cercato di smorzare i toni spiegando che la società ha deciso di raccogliere esclusivamente i rifiuti conferiti nel rigido rispetto del calendario ecologico. Si tratta di una misura drastica legata all’impennata dei costi di smaltimento che il Comune si troverebbe a sostenere qualora continuasse, come accadeva in passato, a farsi carico dei sacchetti selvaggi.
Tra l’opinione pubblica si è fatta strada l’ipotesi che l’ente comunale abbia scelto di non finanziare i costi extra per i servizi aggiuntivi, spingendo di fatto l’azienda a non ritirare l’indifferenziato irregolare.
Il fallimento della sensibilizzazione e la mancanza di sanzioni
Da Palazzo di Città continuano ad arrivare appelli al senso civico e al rispetto delle regole di conferimento. Tuttavia, la campagna di sensibilizzazione sta registrando una forte resistenza. Una parte della cittadinanza evidenzia come, per anni, chi ha differenziato correttamente non abbia ricevuto alcun beneficio economico o incentivo rispetto a chi ha conferito i rifiuti in modo indiscriminato.
Al momento, le contromisure adottate si sono rivelate inefficaci. I bollini e le etichette posizionate sporadicamente dagli operatori Sarim per segnalare l’irregolarità dei sacchetti non hanno scoraggiato i trasgressori. A questo si aggiunge la quasi totale assenza di sanzioni pecuniarie, che avrebbero potuto fungere da reale deterrente contro l’abbandono indotto di spazzatura.
Lo scontro politico sulle priorità cittadine
La situazione di stallo e il degrado visibile lungo le strade hanno inevitabilmente spostato il dibattito sul piano politico, offrendo argomenti all’opposizione consiliare.
Il consigliere di minoranza Raffaele Pesce ha attaccato duramente l’operato dell’amministrazione comunale, mettendo in luce il contrasto tra la realtà urbana e le dichiarazioni pubbliche della giunta.
“Con una città ricoperta da rifiuti maleodoranti, il primo cittadino, proprio oggi, si preoccupa di celebrare la crescita demografica e l’interesse di noti marchi commerciali ad investire sul territorio”














