La gestione del personale e la sicurezza delle cure tornano al centro del dibattito sanitario in Campania. L’associazione Nessuno tocchi Ippocrate ha diffuso una dura nota riguardante il Presidio Ospedaliero di Vallo della Lucania, sollevando il caso di un infermiere allontanato dal Pronto Soccorso con l’accusa di non essere idoneo alla gestione delle emergenze.
Il punto critico della vicenda, tuttavia, risiede nelle premesse: secondo quanto riportato, il professionista non avrebbe mai ricevuto la formazione obbligatoria, l’addestramento e l’affiancamento previsti per legge e dai contratti collettivi.
La mancanza di formazione come rischio sistemico
L’associazione sottolinea come sia paradossale e inaccettabile che la responsabilità di eventuali lacune operative venga fatta ricadere sul singolo lavoratore, quando è l’Azienda sanitaria a non aver garantito i percorsi formativi necessari per operare in contesti ad alto rischio. Lavorare in un Pronto Soccorso richiede competenze specifiche che non possono essere improvvisate o lasciate all’iniziativa individuale; la sicurezza del paziente è direttamente proporzionale alla preparazione tecnica di chi lo assiste.
Valutazioni arbitrarie e clima lavorativo
Oltre alla questione formativa, la denuncia evidenzia irregolarità procedurali. L’allontanamento del dipendente sembrerebbe essere avvenuto in contrasto con disposizioni gerarchiche superiori e senza l’applicazione di criteri di valutazione oggettivi.
Questo modus operandi, secondo Nessuno tocchi Ippocrate, non fa che alimentare un clima di discriminazione e stress all’interno dei reparti, demotivando ulteriormente personale già sottoposto a turni estenuanti e pressioni costanti.
Le richieste per la tutela dei cittadini
La battaglia dell’associazione non riguarda solo la dignità del professionista coinvolto, ma mira a proteggere l’intero sistema salute. Un operatore non formato rappresenta un anello debole che mette in pericolo l’utenza. Per queste ragioni, sono state avanzate richieste chiare alle autorità competenti: trasparenza nelle scelte organizzative e gestionali; rispetto delle normative vigenti in materia di addestramento; tutela dei professionisti contro provvedimenti arbitrari; garanzie per i cittadini che si rivolgono alla struttura d’emergenza.
