Nella mattinata odierna, i finanzieri del Comando Provinciale di Salerno stanno dando esecuzione a un decreto di confisca, emesso in data 7 gennaio 2026 dal Tribunale locale – Sezione Misure di Prevenzione, su proposta della Direzione Distrettuale Antimafia. Il provvedimento, basato sull’art. 24 del Codice Antimafia, riguarda Giovanni Citarella (classe ’68) e ha per oggetto partecipazioni societarie e complessi aziendali dal valore stimato in circa 13 milioni di euro. Questa misura segue un analogo provvedimento del 2021 che aveva portato al sequestro di beni per 7 milioni di euro, tra cui la Infrastrutture Stradali S.c.p.a., definitivamente confiscati dopo la pronuncia della Corte di Cassazione del 3 ottobre 2024.
Profilo criminale e pericolosità sociale
Giovanni Citarella, figlio di Gennaro (imprenditore ucciso negli anni ’90 in un agguato di camorra), è stato giudicato soggetto socialmente pericoloso. Nel corso degli anni è stato ritenuto responsabile di reati quali intestazione fittizia di beni, turbata libertà degli incanti, corruzione e plurimi illeciti fiscali. Risulta inoltre condannato in via definitiva per concorso in un tentato omicidio di stampo camorristico. Le analisi hanno evidenziato una netta sproporzione tra il valore dei beni a lui riconducibili e i redditi dichiarati tra il 1997 e il 2012.
Il ruolo del g.i.c.o. e le società coinvolte
Le indagini del G.I.C.O. delle Fiamme Gialle di Salerno hanno permesso di ricondurre a Citarella le società “Cieffe Lavori S.r.l.” e “Cieffe Costruzioni S.r.l.”, nonostante fossero formalmente rappresentate da Francesco Caccavale (classe ’69). Tali aziende sono state considerate una “gemmazione” di altre realtà finanziate originariamente con capitali illeciti. Gli accertamenti contabili hanno dimostrato che le risorse economiche iniziali derivavano da operazioni straordinarie, come scissioni e trasferimenti d’azienda, attuate da società gestite da Citarella nel periodo della sua massima attività illecita.
Gestione occulta e appalti pubblici
Nonostante non figurasse ufficialmente nelle cariche sociali, le intercettazioni telefoniche e telematiche hanno confermato il ruolo di Citarella come effettivo dominus delle società confiscate. Tra il 2021 e il 2024, le due aziende hanno ottenuto appalti per oltre 450 milioni di euro per infrastrutture stradali in Sardegna, Toscana, Lazio e Campania. Attualmente le società sono gestite da amministratori giudiziari per garantire il rispetto dei contratti e la salvaguardia dei posti di lavoro; il completamento delle opere in corso consentirà l’incasso di oltre 73 milioni di euro.

Domani glieli restituiranno con tante scuse
Questi soldi sequestrati metteteli a servizio pubblico rafforzate le forze polizia
poi arriva la MAGISTRATURA !!!!!!!! e finisce in bolle di SAPONE
Pietro Vitolo Si si come x i politici tutti liberi e puliti perché _ il fatto non sussiste_….consiglio a tutti gli uomini in divisa …uscite e andate al bar prendete un po’ di caffè…e fatevi na partita a scopa…ci guadagnate in salute
Pietro Vitolo basta che hai i soldi e gli avvocati buoni e in italia sei apposto …se non hai i soldi e sei magari anche onesto allora sei finito .
Pietro Vitolo tutto il mondo è paese… In tutti i paesi del mondo comanda Dio denaro, non solo in Italia… Purtroppo è così