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Politica

Voto di scambio politico – mafioso: confermata l’assoluzione per Pasquale Aliberti. Inammissibile il ricorso della Procura

Dopo oltre dieci anni si conclude il procedimento a carico dell'amministratore salernitano, cadono tutte le accuse

Di:
Ernesto Rocco
Di:Ernesto Rocco
Inizia l'attività giornalistica nel 2003, collaborando con il mensile "Il Cilento Nuovo". Successivamente diventa addetto stampa dell'U.S.Agropoli 1921, ruolo che manterrà fino al 2013 e che...
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Pubblicato il: 02/03/2026
Aggiornato il: 02/03/2026
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Pasquale Aliberti

Finisce il lungo calvario giudiziario per il sindaco di Scafati Pasquale Aliberti. Indagato per voto di scambio politico-mafioso era già stato assolto in primo grado dopo 10 anni di indagine e 7 di processo. La Procura, però, era ricorsa in appello. Risultato? Ricorso inammissibile secondo i giudici salernitani. Grande la soddisfazione per l’amministratore scafatese che per anni ha dovuto difendersi dalle accuse che hanno minato la sua vita politica e personale.

Le reazioni della politica

Diverse le reazioni del mondo politico, a cominciare dal suo partito, Forza Italia. “Dopo oltre dieci anni, si chiude una pagina di storia triste per il sindaco di Scafati, Pasquale Aliberti. Accolgo con soddisfazione la notizia della sua assoluzione, della quale sono sempre stato certo”. Lo dice Pino Bicchielli, deputato di Forza Italia e vice responsabile nazionale Enti Locali del partito.

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“È una decisione che restituisce serenità a un amministratore e alla sua comunità, confermando la fiducia nella magistratura e nel principio fondamentale della presunzione di innocenza. In questi anni, il sindaco Aliberti ha continuato a svolgere il proprio ruolo con determinazione e senso di responsabilità verso la città di Scafati, nonostante il peso di una vicenda giudiziaria complessa. Oggi questa assoluzione rappresenta un punto fermo e consente di guardare avanti con rinnovato slancio nell’interesse esclusivo dei cittadini”, aggiunge il deputato salernitano.

“Questa sentenza richiama tutti a una riflessione più ampia sul rispetto delle garanzie e sulla necessità di riforme che rendano il sistema giudiziario più efficiente e giusto. In questo senso, ribadisco il mio convinto sostegno al Sì al referendum sulla giustizia, affinché si possano rafforzare i principi di equilibrio, responsabilità e tutela dei diritti”, conclude Bicchielli.

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