Una forte scossa di terremoto ha colpito il Mezzogiorno nella notte, fortunatamente senza causare conseguenze gravi. Il movimento sismico, registrato pochi minuti dopo la mezzanotte, ha interessato un’area geografica molto vasta, estendendosi per centinaia di chilometri dall’epicentro.
L’epicentro in mare e la profondità del sisma
Il fenomeno si è verificato intorno alle ore 00:13 del 2 giugno 2026. La scossa, caratterizzata da una magnitudo stimata di 6.2, ha avuto come epicentro il tratto di mare antistante la località calabra di San Lucido.
Il potenziale distruttivo dell’evento sul territorio è stato fortemente mitigato da un fattore geometrico ben preciso: l’ipocentro è stato localizzato a una notevole profondità, ad oltre 240 chilometri sotto il livello del mare. Questa distanza verticale ha consentito una parziale dispersione dell’energia sismica prima che le onde raggiungessero la superficie.
Nessun danno e le segnalazioni nel basso Cilento
In base ai primi monitoraggi e alle verifiche effettuate subito dopo l’evento, la situazione sul territorio è sotto controllo. Al momento, infatti, non si segnalano danni a persone o cose in nessuna delle province interessate dal risentimento sismico.
Nonostante l’assenza di criticità strutturali, la propagazione del sisma è stata notevole. Moltissimi cittadini della costa calabra hanno avvertito distintamente il movimento ondulatorio. Il risentimento ha superato i confini regionali, registrando numerose segnalazioni nel golfo di Policastro e nel Cilento, fino alla piana del Sele per poi estendersi ulteriormente a diverse zone della Puglia e della Sicilia.
