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Cronaca

Polichetti (Udc): “Caso Domenico al Monaldi come quello di Coscioni a Salerno, il Ruggi spieghi”  

Nel gennaio scorso il rinvio a giudizio dei medici del Ruggi che dimenticarono una garza nell'addome di un paziente, poi deceduto

Di:
Comunicato Stampa
Di:Comunicato Stampa
Questo articolo non è stato elaborato dalla redazione di InfoCilento. Si tratta di un comunicato stampa pubblicato integralmente.
Pubblicato il: 02/03/2026
Aggiornato il: 02/03/2026
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Mario Polichetti

La vicenda del piccolo Domenico, morto dopo un trapianto di cuore all’ospedale Monaldi di Napoli, riaccende il dibattito sulla gestione della cardiochirurgia in Campania e sulle responsabilità organizzative delle strutture sanitarie coinvolte in casi di presunta malasanità. Un confronto inevitabile, secondo l’Udc, con quanto accaduto all’Azienda Ospedaliera Universitaria San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona di Salerno nel caso che vede coinvolto il cardiochirurgo Enrico Coscioni.

La posizione dell’UDC

A intervenire è Mario Polichetti, responsabile nazionale del Dipartimento Salute dell’Udc, che punta il dito contro quella che definisce una gestione “a doppio binario” delle responsabilità.

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«La storia del piccolo Domenico è un po’ come la storia di Coscioni – dichiara Polichetti –. È la cardiochirurgia campana che ne esce con le ossa rotte, non tanto per l’errore medico che può capitare a tutti, quanto per il clima di disorganizzazione e di approssimazione in cui, come dimostrano i fatti, si lavora».

Secondo l’esponente centrista, mentre al Monaldi la direzione aziendale avrebbe adottato provvedimenti immediati di sospensione dall’attività medica interna in attesa degli accertamenti, a Salerno la situazione sarebbe diversa.

«Per Guido Oppido e la sua équipe – prosegue – il Monaldi ha agito senza attendere il giudizio della magistratura, comminando sanzioni di sospensione dall’attività medica all’interno dell’ospedale. A Salerno, invece, per fatti altrettanto gravi, già sanzionati dalla magistratura con sospensioni, divieto di dimora e rinvii a giudizio, l’ospedale fa finta di niente». Il riferimento è al caso del paziente deceduto con una garza “dimenticata” nell’addome dopo un intervento.

Polichetti chiama in causa direttamente la governance del Ruggi e il direttore generale facente funzioni.

L’appello al Governatore

«Chiediamo al direttore generale facente funzioni, il dottor Sergio Russo, di intervenire pubblicamente e spiegare i motivi per cui il Ruggi, a fronte di fatti così gravi che riguardano il cardiochirurgo Coscioni, non abbia preso alcun provvedimento amministrativo né abbia attivato l’Ufficio procedimenti disciplinari, atto dovuto così come ha fatto il Monaldi».

Infine, l’appello personale: «Anche se il mandato del dottor Russo è a termine, gli chiediamo un sussulto di dignità e di responsabilità. La sanità campana ha bisogno di trasparenza, coerenza e rispetto delle regole, soprattutto quando in gioco ci sono la vita dei pazienti e la credibilità delle istituzioni».

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