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Presunta corruzione a Santa Marina: il sindaco Giovanni Fortunato rinviato a giudizio

Il GUP dispone il rinvio a giudizio per Giovanni Fortunato, sindaco di Santa Marina, e altri 6 indagati. Al centro dell'inchiesta una tangente da 100mila euro

Di:
Ernesto Rocco
Di:Ernesto Rocco
Inizia l'attività giornalistica nel 2003, collaborando con il mensile "Il Cilento Nuovo". Successivamente diventa addetto stampa dell'U.S.Agropoli 1921, ruolo che manterrà fino al 2013 e che...
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Pubblicato il: 02/03/2026
Aggiornato il: 03/03/2026
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Si aggrava la posizione giudiziaria di Giovanni Fortunato, sindaco di Santa Marina, coinvolto in una complessa inchiesta per presunta corruzione. Nel primo pomeriggio di oggi il GUP ha disposto il rinvio a giudizio per il primo cittadino e per altre sei persone coinvolte a vario titolo nelle indagini.

L’inchiesta: una tangente da 100mila euro e il ruolo dei tecnici

Il cuore dell’accusa ruota attorno a una presunta tangente di 100.000 euro che, secondo la ricostruzione degli inquirenti, sarebbe stata versata da due imprenditori. L’obiettivo dell’illecito sarebbe stato il rilascio di un titolo abilitativo in favore di una società, emesso dall’Ufficio Tecnico comunale. Un provvedimento che, stando agli accertamenti, sarebbe stato siglato nonostante l’assenza del piano di lottizzazione, elemento normativo imprescindibile per la regolarità dell’atto.

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Gli investigatori descrivono un vero e proprio “sistema” consolidato, una rete d’interessi che avrebbe visto la partecipazione attiva di professionisti e tecnici orbitanti attorno all’amministrazione comunale.

Le prove: intercettazioni e sequestri di denaro contante

L’impalcatura accusatoria poggia su elementi giudicati solidi dal giudice: le indagini hanno preso il via dalle dichiarazioni di un imprenditore, trovando poi riscontro in un’ampia attività di monitoraggio. Risultano infatti determinanti le intercettazioni telefoniche e ambientali, unitamente al sequestro di ingenti somme di denaro in contanti, ritenute dagli inquirenti prove rilevanti del passaggio della tangente.

Misure cautelari e prospettive processuali

Per Giovanni Fortunato la situazione resta critica anche sul fronte della libertà personale. Il sindaco, attualmente sospeso dalla carica, rimane agli arresti domiciliari a seguito del rigetto delle istanze di revoca della misura cautelare. Con il decreto di rinvio a giudizio emesso oggi per tutti i sette imputati, la vicenda si sposta ora nelle aule di tribunale, dove il processo dovrà accertare le responsabilità penali dei singoli attori coinvolti in questo presunto scambio di favori e denaro.

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