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Caro carburanti, il governo studia il taglio delle accise: pressing di associazioni e opposizioni

Il Governo Meloni valuta il taglio delle accise sui carburanti per fermare i rincari. Codacons preme per un intervento immediato: ecco cosa sta succedendo

Di:
Redazione Infocilento
Di:Redazione Infocilento
La redazione di InfoCilento è composta da circa trenta redattori e corrispondenti da ogni area del Cilento, Vallo di Diano e Alburni. E' questa la vera...
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Pubblicato il: 09/03/2026
Aggiornato il: 09/03/2026
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Benzina

L’impennata dei prezzi del greggio, innescata dalle tensioni belliche internazionali, ha riportato al centro del dibattito politico ed economico il tema del costo dei carburanti. Nelle ultime ore si è intensificato il pressing delle associazioni dei consumatori, con il Codacons in prima linea, per sollecitare un intervento immediato volto a calmierare i listini alla pompa attraverso la riduzione delle accise.

La richiesta è chiara: un provvedimento congiunto del Ministero dell’Economia e delle Finanze (Mef) e del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (Mase) per arginare una deriva che rischia di pesare in modo insostenibile sulle tasche di cittadini e imprese.

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L’apertura di Giorgia Meloni: verso il meccanismo delle accise mobili

Il governo non è rimasto sordo alle sollecitazioni. Durante un recente intervento televisivo, la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha confermato che l’esecutivo sta analizzando le possibili contromisure per contenere i rincari. “Sulla benzina stiamo valutando il meccanismo delle accise mobili, viene anche richiesto da parte dell’opposizione, stiamo studiando da qualche giorno il meccanismo”, ha dichiarato la premier, aprendo ufficialmente alla possibilità di un intervento tecnico sulla tassazione dei prodotti petroliferi.

L’obiettivo è quello di attivare un sistema che permetta di ridurre le imposte fisse in corrispondenza dell’aumento dei prezzi alla produzione, neutralizzando così parte dei rincari.

Il nodo normativo: tra decreti esistenti e nuovi provvedimenti

Secondo il Codacons, il quadro normativo attuale permetterebbe già un intervento tempestivo senza la necessità di attendere lunghi iter parlamentari. L’associazione fa riferimento al decreto n. 5 del 2023, che consente di utilizzare l’extra gettito Iva derivante dall’aumento dei prezzi per finanziare un taglio delle accise. “Per ridurre il peso delle accise e contenere la corsa al rialzo dei carburanti non serve un nuovo decreto né complicare la vita ai consumatori, perché la legge che consente di intervenire in modo immediato sulla tassazione di benzina e gasolio esiste già ed è in vigore dal 2023”, sostiene l’associazione.

Tuttavia, sotto il profilo giuridico, l’orientamento prevalente all’interno del governo appare più cauto. Fonti vicine al dossier sottolineano che, per aggiornare i parametri di riferimento alle attuali quotazioni di mercato, sarebbe comunque necessario il passaggio in Consiglio dei Ministri per l’approvazione di un decreto legge urgente. L’iter potrebbe concludersi già entro la settimana, garantendo la necessaria copertura legale all’operazione.

L’appello alla tempestività: “Danni per milioni di euro”

La questione centrale, oltre allo strumento tecnico da utilizzare, resta il fattore tempo. La fluttuazione dei mercati energetici richiede risposte rapide per evitare effetti a catena sull’inflazione e sui consumi interni. Il Codacons ha rimarcato l’urgenza di una decisione politica che superi le divisioni: “È giusta quindi la volontà del governo di ricorrere a tale strumento e in questo momento così delicato occorre evitare da ogni parte contrapposizioni ideologiche che danneggiano unicamente i consumatori. Il problema del ribasso delle accise non è il ‘come’, visto che gli strumenti ci sono già, ma il ‘quando’, perché ogni giorno di ritardo corrisponde a danni da centinaia di milioni euro per gli italiani. Il governo deve agire e deve farlo in fretta senza se e senza ma, o si renderà complice dei danni economici inferti al Paese”.

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