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Agropoli ridefinisce il demanio: addio alle vecchie concessioni, arrivano le “Stelle Marine” e i contratti di servizio

Il Comune di Agropoli approva l'atto di indirizzo per le concessioni demaniali marittime: proroga tecnica fino a fine 2026 e nuovi criteri basati su sostenibilità, inclusione e qualità dei servizi

Di: Ernesto Rocco
Pubblicato il: 18/03/2026
Aggiornato il: 18/03/2026
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Agropoli traccia la rotta per il futuro del proprio litorale. L’Amministrazione comunale ha approvato un atto di indirizzo riguardante le concessioni demaniali marittime con finalità turistico-ricreative. Il provvedimento non si limita a una semplice riorganizzazione burocratica, ma introduce un cambiamento di paradigma: la trasformazione del rapporto tra ente pubblico e privato in un vero e proprio contratto di concessione di servizi.

L’obiettivo dichiarato è quello di superare il “tradizionale concetto di concessione amministrativa di bene demaniale” per abbracciare una visione in cui la gestione dei servizi di balneazione diventi l’elemento prioritario. Questo approccio mira a garantire una maggiore qualità dell’offerta turistica, assicurando al contempo la tutela dell’ambiente e l’accessibilità universale alle spiagge.

Le nuove linee guida: qualità, sostenibilità e inclusione

L’Amministrazione ha definito una serie di indirizzi operativi che guideranno la redazione del progetto di gestione. Tra i criteri di valutazione per i futuri concessionari, spiccano parametri che premiano non solo l’esperienza professionale e la capacità finanziaria, ma anche l’impatto sociale e ambientale delle proposte.

In particolare, il Comune intende incentivare:

  • La sostenibilità e l’innovazione tecnologica, con strutture a minimo impatto e facilmente amovibili;
  • L’inclusione sociale, garantendo alle persone con disabilità il “libero e gratuito accesso al mare per la balneazione” e la fruizione delle spiagge anche fuori stagione;
  • La valorizzazione del territorio tramite la promozione della filiera corta e dei prodotti locali nell’ambito dei servizi di ristorazione;
  • La classificazione degli stabilimenti in fasce contrassegnate da “stelle marine”, in conformità con il PUAD regionale.

Il documento specifica che questo nuovo modello si basa su un partenariato pubblico-privato dove “l’impresa investe le proprie risorse economiche in compenso di un equo guadagno e la collettività riceve benefici in termini di servizi”.

Durata delle concessioni e indennizzi per i concessionari uscenti

Per garantire la necessaria stabilità agli investimenti e, al tempo stesso, assicurare la contendibilità delle aree, la Giunta ha previsto un limite massimo per la durata delle concessioni pari a quindici anni. Inoltre, per favorire una gestione equilibrata del patrimonio pubblico, è stato fissato a uno il numero massimo di concessioni rilasciabili allo stesso soggetto per il medesimo programma imprenditoriale.

Un punto cruciale riguarda la tutela degli investimenti già effettuati. La delibera prevede infatti la possibilità di un indennizzo a favore del concessionario uscente, a carico del subentrante, pari al valore degli investimenti realizzati negli ultimi cinque anni e non ancora ammortizzati al 31 dicembre 2024, previa presentazione di una perizia asseverata.

Proroga tecnica fino a dicembre 2026 e avvio delle nuove gare

In attesa dell’espletamento delle procedure ad evidenza pubblica, l’Amministrazione ha disposto il differimento dell’efficacia delle concessioni in scadenza al 31 marzo 2026. I titoli attuali resteranno validi, in regime di ultrattività e alle medesime condizioni, fino al 31 dicembre 2026.

I nuovi titoli concessori che scaturiranno dalle gare avranno invece efficacia a partire dal 1 gennaio 2027. Durante questo periodo di transizione, resta inteso che eventuali investimenti effettuati dai concessionari per mantenere l’ordinaria efficienza delle aree saranno realizzati a loro esclusivo rischio economico.

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