Manuelle Cuozzo: il fischietto valdianese ai 110 anni dell’AIA

Lo scorso 27 agosto sono state spente le 110 candeline dalla nascita dell’Associazione Italiana Arbitri a Milano. Presenti anche i migliori prospetti regionali, tra cui Manuelle Cuozzo. La giovane valdianese nel dicembre del 2018 era stata inserita nel “Progetto Future Talent”, organizzato dal Comitato Regionale Arbitri della Campania. L’obiettivo era quello di individuare, tra un gruppo di arbitri futuribili, fischietti campani da inserire nel progetto “Mentor & Talent Program UEFA Convention”. La teggianese in occasione del primo raduno regionale “Arbitro Donna” , del febbraio del 2019, è stata premiata, inoltre, come arbitro più giovane particolarmente distintasi in regione.

Manuelle Cuozzo: intervistata dalla rivista “L’Arbitro”

La teggianese, arbitro classe 2001 associata alla sezione Aia di Sala Consilina dal 2016, ad inizio settembre è stata aggregata al raduno regionale degli arbitri di Promozione ed Eccellenza dove presente era anche l’internazionale Fabio Maresca. In precedenza, dal 26 al 28 agosto, è stata a Milano per i 110 anni dell’Aia: Manuelle Cuozzo è stata intervistata da Antonio Panariello referente regionale della rivista “L’Arbitro” .

Le parole del fischietto classe 2001

Ciao Manuelle, quale consiglio daresti ad un tuo coetaneo per farlo avvicinare al mondo arbitrale? “Gli direi che l’arbitraggio non è solo uno sport, ma anche una grande opportunità di crescita. Questa attività permette di responsabilizzare la propria persona, avere degli obiettivi. L’aspetto più importante secondo me è che partita dopo partita, il nostro carattere prende forma e la nostra capacità di reagire agli eventi migliora esponenzialmente, fino ad avere il pieno controllo delle proprie azioni e decisioni. Questo sarà utile non solo in questo ambito ma in tutte le situazioni che possono sempre presentarsi”.

Le parole del presidente dell’Aia Alfredo Trentalange

Quella dell’arbitro è una figura che porta ordine e giustizia, consentendo di correre serenamente dietro ad un pallone o di assistere ad una partita dagli spalti. L’arbitro è un facilitatore di sport, perché permette a chi lo pratica di esprimersi in maniera sana. La bellezza dello sport passa anche attraverso la fiducia che si ha in una persona che fa rispettare le regole. La nostra Associazione vive da 110 anni grazie a persone che, gratuitamente, hanno dato ad altre un’opportunità di crescita”.

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