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15 maggio 1979: il blitz ad Albanella che pose fine alla latitanza di Raffaele Cutolo

Il 15 maggio 1979 ad Albanella finiva la latitanza del boss Raffaele Cutolo. Ricostruzione del blitz che segnò la storia della Nuova Camorra Organizzata

Di: Redazione Infocilento
Pubblicato il: 15/05/2026
Aggiornato il: 15/05/2026
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Raffaele Cutolo

Il 15 maggio del 1979 rappresenta una data cruciale nella storia della lotta alla criminalità organizzata in Campania. In quel giorno, nel piccolo comune di Albanella, in provincia di Salerno, terminava la lunga latitanza di Raffaele Cutolo, fondatore e capo indiscusso della Nuova Camorra Organizzata (NCO). Cutolo, noto nel panorama criminale come “‘O Professore”, era evaso clamorosamente l’anno precedente dall’ospedale psichiatrico giudiziario di Aversa, riuscendo a far perdere le proprie tracce e a coordinare dall’ombra l’espansione del suo cartello criminale.

Il blitz all’alba nel casolare di Albanella

L’operazione scattò alle prime luci dell’alba, frutto di un’intensa attività investigativa. Un dispiegamento imponente di forze, composto da circa ottanta uomini tra Carabinieri, Polizia e Guardia di Finanza in pieno assetto da guerra, circondò un casolare isolato situato nelle campagne di Albanella. La struttura era riconducibile a Giovanni Marandino, noto esponente malavitoso della zona e fedelissimo del boss, che ne garantiva e proteggeva la latitanza nel territorio salernitano.

La cattura e la mancata resistenza del boss

Sentendosi ormai braccato e privo di vie di fuga, Cutolo cercò soltanto per un breve istante una via di scampo attraverso la finestra del bagno, prima di rendersi conto che ogni perimetro era presidiato. Compresa l’impossibilità di fuggire, il boss della NCO decise di non opporre alcuna resistenza all’arresto. Le forze dell’ordine fecero irruzione senza che venisse esploso alcun colpo di arma da fuoco, immobilizzando il latitante e i suoi fiancheggiatori.

Il ritorno a Poggioreale e le conseguenze per la NCO

Subito dopo la cattura, Raffaele Cutolo fu trasferito d’urgenza e sotto massima scorta presso il carcere di Poggioreale a Napoli. L’arresto di Albanella non fermò tuttavia l’ascesa della Nuova Camorra Organizzata; al contrario, proprio tra le mura del penitenziario partenopeo, circondato da una fitta cerchia di fedelissimi, Cutolo continuò a strutturare l’organizzazione sia sul piano operativo che su quello ideologico, dando vita a una stagione di violentissimi scontri che avrebbero insanguinato la Campania negli anni successivi.

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