Un’andatura insolitamente lenta, un rumore sordo sulla carrozzeria e la pressione psicologica esercitata sulla vittima per spingerla a pagare subito, saltando qualsiasi procedura assicurativa o controllo delle forze dell’ordine. È la dinamica della cosiddetta “truffa dello specchietto” o del pennello, un classico raggiro stradale che nei giorni scorsi si è consumato a Capaccio Paestum, prendendo di mira una ragazza di 21 anni.
A lanciare l’allarme è il genitore della giovane, che ha voluto raccontare l’episodio per mettere in guardia la cittadinanza ed evitare che altri automobilisti cadano nella stessa trappola.
La dinamica del raggiro in movimento lungo le strade del Cilento
Tutto inizia lungo un tratto stradale del comune cilentano. Una Fiat 500 X di colore rosso procede a velocità ridotta, intorno ai 30 o 40 chilometri orari, rallentando inevitabilmente il flusso del traffico. Dietro si forma una piccola colonna di auto. I conducenti iniziano a sorpassare la vettura uno dopo l’altro. Quando arriva il turno della ventenne, durante la manovra di sorpasso, la ragazza avverte un colpo nitido sulla lamiera della propria automobile.
Guardando nello specchietto retrovisore, la giovane nota subito i passeggeri della 500 X – un uomo e una donna – che le fanno ampi cenni con le mani, intimandole di accostare. Una volta fermi a bordo strada, scatta la messa in scena.
I due passeggeri, che dichiarano di provenire da Cassino, adottano inizialmente un tono comprensivo ma sbrigativo: «Ci hai toccato, ma non è niente di grave. Andiamo di fretta perché dobbiamo fare una visita ginecologica». Un pretesto studiato per giustificare l’urgenza e l’impossibilità di compilare il modello di constatazione amichevole (CID).
La pressione psicologica e la richiesta di contanti al bancomat
L’atteggiamento dei malviventi cambia rapidamente quando realizzano lo stato di agitazione della ragazza. Iniziano a minacciare conseguenze legali e amministrative pesanti: sostengono che la colpa sia interamente sua e che l’intervento della polizia comporterebbe l’immediato ritiro della patente.
Nel panico più totale, alla giovane viene offerta una “soluzione rapida”: consegnare tutto il denaro contante in suo possesso per chiudere la questione sul posto. Di fronte alla disponibilità limitata di denaro della ventenne, i truffatori non esitano a spingerla verso il bancomat più vicino per effettuare un prelievo.
Il ruolo decisivo della famiglia e la fuga dei malviventi
A fare saltare i piani dei malintenzionati è stata la decisione della ragazza di telefonare al padre. Nonostante il forte stress, la giovane è riuscita a chiedere aiuto. Il genitore, compresa immediatamente la situazione dall’altra parte del telefono, ha chiesto di poter parlare direttamente con i due individui.
I truffatori, intuendo che il controllo della situazione stava sfuggendo di mano, si sono rifiutati di dialogare con l’adulto, continuando a fare pressione sulla ragazza. A quel punto il padre ha impartito istruzioni chiare alla figlia: rientrare immediatamente nell’abitacolo, bloccarsi dentro e comunicare ai due soggetti che le forze dell’ordine erano già state allertate e stavano per giungere sul posto. Di fronte alla prospettiva dell’arrivo della polizia, la coppia è risalita a bordo della Fiat 500 X e si è dileguata rapidamente.
I dettagli tecnici: il trucco del pastello sulla carrozzeria
Un elemento che emerge dalla segnalazione riguarda la percezione della vittima. La ragazza era assolutamente convinta di aver urtato l’auto, ingannata dal rumore secco avvertito in movimento (spesso provocato dal lancio di una pallina, di un sasso o dall’uso di un bastone flessibile da parte dei truffatori).
Inoltre, sulla carrozzeria della vettura della giovane è rimasta una strisciata colorata. Si tratta della tecnica del colore a pastello o del gessetto: i truffatori segnano preventivamente l’auto della vittima (o la propria) per simulare visivamente l’impatto e convincere l’automobilista del danno mai avvenuto.
Vademecum di sicurezza: come difendersi da questo tipo di raggiri
Questo episodio evidenzia l’importanza di mantenere la calma e di adottare precise contromisure in caso di sinistri sospetti:
- Diffidare delle richieste di denaro in contanti: Qualsiasi proposta di risarcimento immediato per evitare l’assicurazione o le forze dell’ordine deve essere considerata un segnale d’allarme.
- Rimanere in contatto con le autorità: Se si scende dall’auto per verificar un danno, è consigliabile farlo mostrando di essere già al telefono con il 112 o il 113. La semplice presenza di una telefonata in corso verso le forze dell’ordine rappresenta il principale deterrente per i truffatori.
- Non cedere alle minacce verbali: Le sanzioni come il ritiro della patente non vengono decise unilateralmente dalle controparti, ma solo dagli organi di polizia stradale dopo i rilievi previsti dalla legge.
Nei giorni scorsi un episodio simile era stato segnalato anche ad Eboli.