Logo InfoCilento
  • Newsletter
  • Pubblicità
Canale 79
  • Attualità
    AttualitàMostra di più
    Bomba Day a Eboli: disinnescato anche il secondo ordigno, la città torna alla normalità
    12 Aprile 2026
    Bike sharing
    San Mauro la Bruca in Bike: 80mila euro per ricarica e-bike e mobilità UNESCO
    12 Aprile 2026
    Castelnuovo Cilento, querce secolari abbattute: scontro aperto tra il Comune e “La Via Silente”
    12 Aprile 2026
    Operazioni di bonifica a Eboli: disinnescato il primo ordigno in località Serracapilli
    12 Aprile 2026
    Municipio Roccadaspide
    Sostegno alle famiglie: al via lo sportello “Family Spot” per i 21 Comuni dell’Ambito S07
    12 Aprile 2026
  • Cronaca
    CronacaMostra di più
    Operazioni di bonifica a Eboli: disinnescato il primo ordigno, lavori in corso sul secondo
    12 Aprile 2026
    Incidente sul lavoro a Eboli: operaio travolto da un muletto
    12 Aprile 2026
    Blitz al Palasele per il concerto di Nino D’Angelo: tre Daspo e multe per 15 mila euro
    11 Aprile 2026
    Processo Giovanni Fortunato: accolto utilizzo di tutte le intercettazioni, ammessi tutti i testi
    11 Aprile 2026
    Carabinieri Nas
    Montesano sulla Marcellana: controlli dei Carabinieri nei bar, chiuse due attività per gravi carenze igieniche
    11 Aprile 2026
  • Politica
    PoliticaMostra di più
    Mario Conte, sindaco di Eboli
    Eboli, scricchiola la maggioranza Conte: l’allarme di Sinistra Italiana sulla crisi amministrativa
    11 Aprile 2026
    Svolta per il welfare nel Cilento: inaugurata a Vallo della Lucania la nuova sede del Piano di Zona S8
    11 Aprile 2026
    Saut Castellabate
    Saut chiuso a Santa Maria di Castellabate: minoranza presenta interrogazione
    11 Aprile 2026
    Eboli, Municipio blu
    Crisi a Palazzo: Di Benedetto, Masala e Norma attaccano la Giunta Conte. “Dalla tragedia alla farsa”
    11 Aprile 2026
    Municipio Eboli
    Terremoto politico a Eboli: quattro gruppi di maggioranza scaricano l’assessore Marisei
    11 Aprile 2026
  • Curiosità
    CuriositàMostra di più
    Roscigno in festa per i cento anni di Carmela Palmieri
    11 Aprile 2026
    Cicerale
    L’identità di Cicerale rivive tra i solchi: al via la semina collettiva del cece presidio Slow Food
    10 Aprile 2026
    Agostino Di Bartolomei
    Nasceva oggi Agostino Di Bartolomei: il mito del Capitano e l’ombra di quel tragico addio nel Cilento
    8 Aprile 2026
    Il Cilento festeggia i 103 anni di nonna Raffaela: un secolo di storia tra Giungano e Cicerale
    8 Aprile 2026
    Cento anni di storia e radici: Atena Lucana festeggia il secolo di vita di Nonna Francesca Caggiano
    7 Aprile 2026
  • Sport
    SportMostra di più
    Calcio: il Club Serre vola in Promozione 
    12 Aprile 2026
    Polisportiva Basket Agropoli contro Pollino: il play Giuseppe Lepre presenta il match
    11 Aprile 2026
    L’Agropoli di Squillante è inarrestabile: calato il tris a Pompei, agganciato il terzo posto
    11 Aprile 2026
    Agropoli: inaugurata la seconda edizione di Active, tre giorni di fitness, danza aerea e sport da combattimento
    11 Aprile 2026
    Calcio, la Gelbison sogna i playoff: super derby Santa Maria-Ebolitana
    11 Aprile 2026
  • Eventi
    EventiMostra di più
    Carmela Forlenza
    Eboli, “Non chiamatelo padre”: il dramma sociale di Carmela Forlenza diventa un evento multidisciplinare
    10 Aprile 2026
    Cinema
    Weekend al Cinema tra Salerno e il Cilento: Arriva Peppe Iodice e i Grandi Successi del Momento
    10 Aprile 2026
    Oasi Dunale Paestum
    Dai rifiuti alla musica: Legambiente lancia il progetto che trasforma le spiagge in ritmo
    10 Aprile 2026
    Omignano, Marta Russo presenta il suo libro alla scuola primaria: una lezione di inclusione e sogni
    9 Aprile 2026
    Escursione
    Il Vallo di Diano protagonista a “Open Outdoor Experiences 2026”: tra turismo sostenibile e la sfida di “Vallo Immersivo”
    9 Aprile 2026
  • Video
  • Turismo
  • Contattaci
Logo InfoCilento
CANALE 79
Live
Cerca un articolo
  • Attualità
  • Cronaca
  • Politica
  • Curiosità
  • Sport
  • Eventi
  • Video
  • Turismo
  • Contattaci
Seguici
Curiosità

Alla scoperta del Monte Gelbison tra sacro e profano

«…E vanno gli uomini ad ammirare le vette dei monti, ed i grandi flutti del mare, ed il lungo corso dei fiumi, e l'immensità dell'Oceano, ed il volgere degli astri. E si dimenticano di se medesimi…».

Redazione Infocilento
30/05/2016 8:00 PM
Condividi

«…E vanno gli uomini ad ammirare le vette dei monti, ed i grandi flutti del mare, ed il lungo corso dei fiumi, e l’immensità dell’Oceano, ed il volgere degli astri. E si dimenticano di se medesimi…».

Sant’Agostino

Nell’anno del Giubileo della Misericordia non potevamo non dedicare questo spazio al cammino di fede che tanta importanza ha avuto nella storia per i nostri cilentani, e che oggi viene riproposto per tutti gli appassionati dei cammini lenti, fatti di solitudine e meditazione, per apprezzare anche con una certa devozione quello che offre la cultura del nostro territorio.

Nel cuore del Cilento, proprio alle spalle di Vallo della Lucania, si erge in tutta la sua imponenza, il “gigante” della valle di Novi, il massiccio del Gelbison, sulla cui vetta si trova il Santuario dedicato alla Vergine Maria.

Per i Cilentani il Gelbison è semplicemente “il Monte Sacro”, che attira annualmente migliaia di fedeli che lassù confluiscono non solo dalla Campania ma anche dalla Basilicata, dalla Puglia e dalla Calabria per deporre ai piedi di Maria le loro pene e chiedere delle grazie. Punto di ritrovo di fedeli,religiosi, pellegrini, ma anche di chi dopo un lungo cammino, tutto in salita, lentamente discende per festeggiare al suon di pizzica e tammorra la propria giornata, magari accompagnata da una grigliata e un brindisi di vino tra i tanti ricoveri costruiti a valle.

Il nome del monte è di etimologia saracena, Gebil-el-Son, il “Monte dell’Idolo”, perché questa montagna è sacra già prima che i Monaci Basiliani nel X sec. fondassero questo santuario sulla vetta. La sacralità dei luoghi si avverte già all’imbocco del sentiero dove tra la folta e suggestiva vegetazione il torrente Torna scorre saltellando qua e là tra i massi di arenarie formando una successione di pozze e cascatelle.

La leggenda narra che alcuni pastori di Novi Velia, volendo edificare ai piedi del monte per loro comodità, un piccolo tempio dedicato alla Madonna, ed essendo riusciti vani tutti i loro tentativi poiché al mattino si trovava disfatto il lavoro del giorno prima, decisero di vegliare di notte per scoprirne gli autori e portarono con loro un agnello per cibarsene. Ma, sul punto di essere ucciso, l’agnellino sfuggì loro dalle mani e, saltando da sentiero in sentiero, arrivò sulla vetta, arrestandosi tutto tremante davanti ad un muro che ostruiva una piccola grotta.

Sulla grotta i pastori videro rappresentata l’immagine della Madonna.

Attoniti, i pastori corsero a raccontare l’accaduto ai compaesani e al vescovo di Capaccio, dato che allora non c’era ancora il vescovado a Vallo. Il vescovo si recò sul luogo per verificare con i propri occhi ma, al momento di benedire la grotta, risuonò una voce dall’alto: “Questo luogo è santo ed è stato consacrato dagli Angeli”.

Come ad ogni santuario, anche a questo, ritenuto il più alto d’Italia, è legato il pellegrinaggio, come forma di devozione, insita in tutti i popoli e in tutte le religioni.

Il santuario, infatti, è meta di pellegrinaggi sin dal ‘300. Attualmente è aperto ai pellegrini dalla fine di maggio alla fine di ottobre.

Per raggiungere la vetta ove è situato il Santuario si possono seguire a piedi i secolari sentieri dei pellegrini oppure si possono percorrere le strade carrozzabili da Vallo della Lucania o Rofrano.

Lungo il percorso per giungere in cima il pellegrino incontra diversi luoghi ove la devozione popolare ritiene sia apparsa la Madonna, nonché la sorgente di Fiumefreddo (conosciuta anche come Acquafredda), con l’abbeveratoio per gli animali.

Con l’auto infatti, passando per Novi Velia, si raggiunge il punto di sosta a quota 1060 metri (località Fiume freddo) dove prende inizio l’antico percorso dei pellegrini.

Proseguendo in salita, sulla strada asfaltata, dopo circa 100 metri si imbocca il sentiero in sinistra. Lo si nota subito dato che è segnalato.

Il percorso, della durata di circa due ore, è molto panoramico, ben disegnato e sale in maniera costante senza affaticare il camminatore,

La vegetazione muta piuttosto rapidamente e i castagni cedono il passo ad abeti di diverse specie. Serpeggiando nel folto del bosco, il sentiero si fa sempre più stretto e aumenta anche la pendenza, finché ricompare l’ontano napoletano e cominciano ad aprirsi radure pittoresche in cui sono gli arbusti del sottobosco a prevalere. Fra questi spiccano splendidi esemplari di corbezzolo.

Da alcuni belvedere situati lungo il tragitto è possibile ammirare il sito dell’antica Elea-Velia, e Capo Palinuro. Dopo circa 3 km il sentiero finisce sulla strada asfaltata in una curva. Si prosegue a sinistra in salita, e dopo circa 1 km si giunge ai piedi dell’area del Santuario della Madonna del Sacro Monte. L’ultimo tratto del percorso lastricato è piuttosto ripido e attraversa la vasta faggeta che circonda la cima del Monte Gelbison.

Giunti qui, si nota un grande ammasso di pietre votive, disposte a cono sovrastate da una croce.

Si prosegue sempre in salita fino alla piazza antistante la Chiesa principale (1705 mt slm), il panorama è a 360°, dal mare di Ascea e le bellezza di Velia, sino alla valle di Rofrano e il monte Cervati con i suoi 1898 mt.

Numerose sono anche le tradizioni popolari collegate al pellegrinaggio al Monte Sacro. Tra le più note si ricorda la preparazione e il trasporto al santuario delle cosiddette “cente”, ovvero insieme di ceri votivi che il pellegrinaggio porta, in dono, alla Vergine. Sono a forma di barca o di torre, a seconda del paese di provenienza e addobbati con nastri multicolori. A volte i pellegrini portano anche i “torcioni”, che sono delle grandi candele dipinte, come ceri pasquali. E’ tipico di alcuni pellegrini, per devozione, prima di entrare in chiesa, fare sette giri intorno alle sue mura, (tradizione di cui si ignora il significato).

Altri compiono in ginocchio il percorso dalla soglia all’altare, implorando la Vergine con gli appellativi più belli. Si ricorda infine che sino ai primi anni ’80 del XX secolo, era fortemente d’uso nel Cilento, giungere al santuario sul Monte Sacro al termine di un cammino a piedi che poteva durare anche qualche giorno.

Inoltre, un enorme croce di ferro, domina la cima del monte, ed è visibile da tutto il Cilento quando è illuminata.

Come per la tradizione religiosa che si rispetti, bisogna anche annoverare le numerose leggende che circolano intorno al Santuario: una riguarda la cosiddetta “Ciampa di Cavallo” situata oltre la balaustra del piazzale dinanzi al santuario del Monte Sacro.

Pare che in età longobarda, due cavalieri giunsero sulla vetta del monte e mentre uno varcò il portale della chiesa per ringraziare la Madonna, l’altro non entrò nel santuario e rimase a schernire da fuori l’altro cavaliere per questo suo gesto di “debolezza” che poco si addiceva ad un vero guerriero. Ma all’improvviso il suo cavallo s’imbizzarrì e in pochi attimi raggiunse l’orlo del precipizio adiacente la chiesa per accingersi ad effettuare un salto nel vuoto. Allora il cavaliere implorò l’aiuto della Madonna la quale gli salvò la vita facendo arrestare la cavalcatura un pezzo di roccia calcarea sporgente oltre il ciglio del precipizio. Da allora tale spuntone di roccia è denominato “ciampa (cioè zampa) di cavallo”. Da tale episodio deriverebbe l’usanza, da parte dei pellegrini, di lanciare monetine (un tempo si lanciavano sassi del suolo sacro) nel tentativo di centrare lo spuntone di roccia. Secondo la tradizione popolare, invece, se nel tentativo vi riesce una donna nubile, ella ritornerà al santuario da sposata, se invece è un anziano a centrare la roccia, egli farà ritorno al santuario l’anno successivo.

Al ritorno si ripercorre lo stesso sentiero precedentemente intrapreso, solo che questa volta lo si fa in discesa.

Tra un sentiero e l’altro è possibile ammirare le comitive di pellegrini che oramai scesi dal Monte, in festa, consumano i loro pasti cantando e suonando gli antichi strumenti di una volta. Tra le tante curiosità, Novi Velia è anche il borgo medievale che ospita nel mese di agosto il famoso “Festival degli Antichi suoni” , la rassegna di musica popolare fatta da strumenti usati una volta come le ciaramelle, zampogne, chitarre battenti e pifferi di canna , tammorre e organetti.

Discendiamo soddisfatti e consapevoli di aver vissuto un’esperienza universale che ogni uomo prima o poi dovrà affrontare nella sua vita: il viaggio che conduce alla ricerca nei luoghi a lui intorno di quel mistero profondo che infine giace sacro nella sua anima.

Si ringrazia la Cilento trail trekking di Agropoli, e cilentano.it per la preziosa collaborazione.

Condividi questo articolo
Facebook Whatsapp Whatsapp Threads Copia Link
  • Redazione
  • Contattaci
  • Pubblicità
  • Collabora
  • Come vederci
  • Scarica l’app
  • Newsletter
  • Privacy
  • Gestione reclami
  • Codice di condotta
  • Facebook
  • X
  • Youtube
  • Google news
  • Instagram
  • Linkedin

© Copyright 2025 InfoCilento, registrazione Tribunale di Vallo della Lucania nr. 1/09 del 12 Gennaio 2009. Iscrizione al Roc: 41551. Editore: Domenico Cerruti – Proprietà: Red Digital Communication S.r.l. – P.iva 06134250650. Direttore responsabile: Ernesto Rocco | Tutti i contenuti di questo sito sono di proprietà della casa editrice, testi, immagini, video o commenti, non possono essere utilizzati senza espressa autorizzazione. Per le notizie o fotografie riportate da altre testate giornalistiche, agenzie o siti internet sarà sempre citata la fonte d’origine. Dove non sia stato possibile rintracciare gli autori o aventi diritto dei contenuti riportati, i webmaster si riservano, opportunamente avvertiti, di dare loro credito o di procedere alla rimozione. La redazione non è responsabile dei commenti presenti sul sito o sui canali social. Non potendo esercitare un controllo continuo resta disponibile ad eliminarli su segnalazione qualora gli stessi risultino offensivi e/o oltraggiosi. Relativamente al contenuto delle notizie, per eventuali contenuti non corretti o non veritieri, è possibile richiedere l’immediata rettifica a norma di legge.