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Attualità

Cilento: un’altra ordinanza anti botti per tutelare bambini e animali

Cilento: un’altra ordinanza anti botti per tutelare bambini e animali

Dopo Roccadaspide un altro comune vieta i botti illegali. Il provvedimento a tutela di minori, ma anche animali domestici e selvaggi

Dopo Roccadaspide un altro comune vieta i botti illegali. Il provvedimento a tutela di minori, ma anche animali domestici e selvaggi

Anche quest’anno Camerota dichiara guerra ai botti “illegali” e a quelli considerati pericolosi. Scatta l’ordinanza che dichiara “fuori legge” i i botti di categoria 2 e 3, considerati pericolosi dalle normative vigenti in materia. Ammessi,invece quelli di categoria 1 che producono effetti di minore entità.Il provvedimento, firmato questa mattina dal sindaco Antonio Romano punta a tutelare alcune fasce della popolazione: inanzitutto anziani e minori, ma anche animali domestici e selvaggi, che soffrono l’effetto degli scoppi dei petardi. “E un provvedimento di civilità”; fanno sapere da Palazzo di Città. Tra gli obiettivi dell’amministrazione, che ha voluto confermare il provvedimento, emanata già nel 2014, vi è anche quello di tutelare i beni pubblici, spesso danneggiati dai petardi ed in particolare dai razzi. Oltre alla tutela della sicurezza e dell’incolumità delle persone, soprattutto dei più giovani, l’amministrazionee comunale di Camerota intende portare avanti anche una campagna di comunicazione e sensibilizzazione. “E’ importante- ha spiegato il sindaco Romano- prestare particolare attenzione ai botti “illegali”, quelli che non riportano le etichette di sicurezza. L’uso improprio di questi botti può provocare ustioni gravi alle mani, al volto, ed in alcuni casi estremi anche danni alla vista. Proprio in questi giorni la Polizia di Stato ha rinnovato l’invito ad evitare l’uso di fuochi pirotecnici non conformi alla legge e quindi non sicuri”:
Come l’anno scorso l’amministrazione ha richiesto la collaborazione dei cittadini che potranno,stando a quanto previsto dall’ordinanza, filmare e fotografare i responsabili di comportamenti contrari alle disposizioni del provvedimento sindacale. Il divieto è entrato in vigore il 21 dicembre e resterà valido fino al 1 gennaio 2016.

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