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Velia, milioni per l’ascensore ma il museo resta un miraggio: il Codacons Cilento chiede chiarezza

“Circa Otto milioni per salire, zero per capire: il Codacons Cilento chiede trasparenza. Velia non è un cantiere, è un sito UNESCO"

Di:
Comunicato Stampa
Di:Comunicato Stampa
Questo articolo non è stato elaborato dalla redazione di InfoCilento. Si tratta di un comunicato stampa pubblicato integralmente.
Pubblicato il: 04/03/2026
Aggiornato il: 04/03/2026
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“A Velia si potrà salire più facilmente… ma capire la storia continuerà a essere difficile.” Con questa ironia amara il Codacons Cilento, rappresentato dall’avv. Bartolomeo Lanzara, interviene sul progetto di realizzazione di un ascensore esterno all’interno dell’area archeologica di Velia, uno dei siti più importanti d’Italia e patrimonio UNESCO.

Circa Otto milioni per salire, zero per capire

Secondo le informazioni circolate, l’intervento comporterebbe una spesa pubblica di 7.660.000,00 euro finanziato dal Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili, destinati in larga parte alla ristrutturazione della ex galleria ferroviaria presente nel sito e alla costruzione dell’impianto di risalita. “Milioni per un ascensore, nessun museo nazionale: una scelta incomprensibile”.

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Il Codacons chiede chiarezza

“Ben venga l’ascensore – afferma l’avv. Bartolomeo Lanzara – ma prima ancora di salire, sarebbe opportuno capire. E per capire serve un museo nazionale, più volte annunciato negli ultimi vent’anni e mai realizzato. È legittimo chiedersi perché si trovino fondi per un ascensore ma non per un museo che darebbe finalmente dignità, tutela e valorizzazione a un sito archeologico di valore universale.”

Il Codacons Cilento sottolinea come Velia, culla della filosofia eleatica e luogo simbolo del pensiero occidentale, non disponga ancora di un museo adeguato a ospitare e raccontare i reperti rinvenuti negli scavi. Preoccupazioni per l’impatto ambientale e paesaggistico. L’associazione esprime forte preoccupazione per l’impatto che un ascensore esterno potrebbe avere su un contesto archeologico e paesaggistico unico, sottoposto a vincoli stringenti e parte integrante del patrimonio UNESCO.

Velia non è un cantiere, è un sito UNESCO

“Velia non è un cantiere qualunque – continua Lanzara – ma un luogo sacro della nostra storia. Prima di installare strutture invasive, occorre spiegare ai cittadini quale sarà l’impatto visivo, strutturale e ambientale dell’opera, e quali valutazioni siano state fatte in relazione ai vincoli UNESCO.” Domande, al momento, senza risposta: costi, utilità e manutenzione.

Le richieste

Il Codacons Cilento annuncia l’invio di una istanza diffida con contestuale richiesta formale di chiarimenti alla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Salerno, chiedendo trasparenza su:

  • la funzione esatta dell’ascensore e la sua reale utilità pubblica;
  • l’impatto ambientale e paesaggistico dell’opera;
  • le valutazioni tecniche e archeologiche effettuate;
  • la provenienza dei fondi e la ripartizione dei costi;
  • le garanzie di manutenzione ordinaria e straordinaria dell’impianto.

“Spendere milioni per costruire un ascensore è un conto – osserva Lanzara – ma chi pagherà la manutenzione? E cosa accadrà se, come spesso accade, l’impianto dovesse guastarsi o restare fermo per mesi? Rischiamo l’ennesima opera costosa e poi abbandonata ? ”

“Prima il museo, poi gli ascensori”. Il Codacons Cilento ribadisce che accessibilità e tutela devono procedere insieme, ma senza sacrificare la priorità culturale e senza disperdere risorse pubbliche in opere la cui utilità a lungo termine non è stata chiarita.

“È una domanda semplice – conclude Lanzara –: perché un museo non si riesce a fare, mentre per un ascensore si trovano milioni? I cittadini meritano risposte.” L’associazione resta in attesa di un riscontro ufficiale dalla Soprintendenza e si riserva ogni ulteriore iniziativa a tutela del patrimonio culturale e dei cittadini.

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