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Alburni

Truffato per 80mila euro da un finto avvocato: arrivano le telecamere di Pomeriggio 5

Pastone ingannato da una persona che, fingendosi avvocato, gli ha sottratto quasi ottantamila euro con la scusa di un maxi processo

Alessandra Pazzanese
04/03/2023 3:01 PM
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Pomeriggio 5 a Corleto Monforte

Le telecamere di Pomeriggio Cinque, il programma in onda su Canale 5 e condotto da Barbara D’Urso, ieri sono arrivate a Corleto Monforte per raccontare di una gravissima truffa ai danni di un pastore del posto. L’uomo, di nome Andrea, è stato ingannato da una persona che, fingendosi avvocato, gli ha sottratto quasi ottantamila euro con la scusa di un maxi processo.

La storia

Il malcapitato si era rivolto alla 49enne che diceva di esercitare la professione di avvocato nella provincia di Salerno, per rivendicare la proprietà di un terreno.

In pratica, Andrea, aveva avuto dai nonni in eredità un terreno diviso in tre parti in modo che ogni nipote ne potesse acquisire una. La parte spettante ad Andrea era quella centrale e cioè a confine col terreno degli altri due eredi, suoi cugini.

Un giorno, però, Andrea scoprì che vi era un distributore di carburante proprio nella parte di terreno che sarebbe toccata a lui e quindi capì che, a sua insaputa, il terreno era stato venduto da qualcuno.

Per comprendere le ragioni di tale vendita e i motivi per cui ne fosse all’oscuro, l’uomo avviò una causa legale tramite all’avvocatessa che le era stata presentata da suoi conoscenti.

La causa, stando alle informazioni che il signor Andrea riceveva puntualmente dalla finta legale, stava andando avanti. Peccato che, dopo quindici anni dall’avvio dell’azione legale, nessun risultato fosse stato raggiunto.

Un lasso di tempo lunghissimo in cui, la finta legale, ha continuato ininterrottamente a chiedere soldi al suo assistito, giustificandosi col fatto che fossero necessari per sostenere le spese giudiziarie.

L’epilogo

Tale situazione è proseguita fino a quattro mesi fa quando, la finta avvocatessa, dinanzi all’ennesima richiesta di spiegazioni sul punto della situazione da parte di Andrea, riferì all’uomo che la causa fosse terminata e che, non solo il terreno, ma anche il distributore di carburante che sorgeva sul terreno in questione fosse oramai suo.

Una bugia a cui, il pastore cilentano, fidandosi di quella che pensava essere una professionista, aveva anche creduto.

L’azione truffaldina della donna era stata architetta ad hoc in quanto, subito dopo aver raccontato della finta sentenza ad Andrea, nel mese di gennaio, si recò presso il distributore di carburanti e riferì alla proprietaria che l’attività non fosse più sua. Un’informazione data, probabilmente, nel tentativo di sottrarle la proprietà senza che alcuna causa legale fosse stata mai avviata.

La titolare del distributore, intuendo ci fosse qualcosa di strano in quella donna, le fece presente che per portarla ad abbandonare l’attività ci sarebbe stato quantomeno bisogno di un atto firmato da un ufficiale giudiziario e quando la truffatrice, visibilmente amareggiata dinanzi a quelle parole, andó via, la titolare del distributore, perplessa e preoccupata per quello strano incontro, si recó presso la caserma di Sant’Angelo a Fasanella per raccontare quanto accaduto ai carabinieri.

Le indagini

“Non capendo cosa stesse accadendo, essendo vedova e sola a gestire l’attività, pensai di cautelarmi rivolgendomi ai carabinieri” ha raccontato l’imprenditrice alle telecamere di Mediaset.

Fu proprio in seguito a quella dichiarazione che le forze dell’ordine avviarono le indagini che li portarono a scoprire tutto: la quarantanovenne non era un avvocato e non vi era nessuna causa in corso per far acquisire la proprietà del terreno al signor Andrea.

Eppure, nel lasso di tempo in cui le forze dell’ordine provvedevano ad effettuare tutte le ricerche del caso, la truffatrice aveva anche chiesto al pastore altri soldi dicendo, falsamente, di essere diventata un magistrato e che quindi quei nuovi importi le avrebbero permesso di portare la pratica presso uno studio legale di Milano dove l’avrebbero lavorata meglio.

La scoperta della truffa

Proprio mentre l’uomo stava per farle un altro bonifico, nel mese di gennaio, fu raggiunto dai Carabinieri di Bellosguardo che gli riferirono della malafede della donna che non era affatto la professionista che in tutti questi anni aveva finto di essere.

La quarantanovenne non avrebbe truffato solo il signor Andrea, ma anche un altro suo familiare, il cognato, che si era rivolto a lei per risolvere un problema giudiziario. A quest’ultimo ha sottratto circa ventimila euro.

In pratica, fingendosi avvocatessa e magistrato, la quarantanovenne ha sottratto alla famiglia di Corleto Monforte circa ottantamila euro.

La donna è stata denunciata per truffa e le indagini sono attualmente in corso, intanto il signor Andrea, che ha anche due figli piccoli da crescere, si ritrova privo dei soldi messi da parte con sacrificio e senza alcuna azione legale avviata per riavere il terreno ereditato. La 49enne, ora, dovrà fornire la sua versione dei fatti.

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