Logo InfoCilento
  • Newsletter
  • Pubblicità
Canale 79
  • Attualità
  • Cronaca
  • Politica
  • Curiosità
  • Sport
  • Eventi
  • Video
  • Turismo
  • Contattaci
Logo InfoCilento
CANALE 79
Live
Cerca un articolo
  • Attualità
  • Cronaca
  • Politica
  • Curiosità
  • Sport
  • Eventi
  • Video
  • Turismo
  • Contattaci
Seguici
Cronaca

Truffa certificati bianchi a Campagna: condanna definitiva per 7,6 milioni di euro

La Corte dei Conti conferma la condanna per due amministratori di Campagna: dovranno restituire 7,6 milioni di euro per certificati bianchi ottenuti illecitamente

Di: Redazione Infocilento
Pubblicato il: 27/03/2026
Aggiornato il: 27/03/2026
Condividi
Guardia di finanza

La Seconda sezione della Corte dei Conti d’Appello ha messo il sigillo definitivo su una complessa vicenda di illeciti legati all’efficientamento energetico, respingendo il ricorso presentato da due amministratori di società con sede a Campagna. La sentenza conferma l’obbligo di restituzione di ben 7,6 milioni di euro, cifra corrispondente al valore dei Titoli di Efficienza Energetica (Tee) ottenuti indebitamente tra il febbraio 2016 e il febbraio 2018.

Secondo i giudici contabili, il recupero delle somme e degli oneri accessori è imperativo, poiché “il danno deriva dall’attribuzione di una posizione di vantaggio a un soggetto che ne ha beneficiato ingiustamente”.

Il meccanismo dei Titoli di Efficienza Energetica

Il sistema dei cosiddetti “certificati bianchi”, introdotto nel 2005, rappresenta il principale strumento italiano per incentivare il risparmio energetico. Il meccanismo prevede che le aziende distributrici di energia elettrica e gas con oltre 50 mila clienti debbano raggiungere annualmente specifici obiettivi di risparmio. Per farlo, possono realizzare progetti diretti di efficienza oppure acquistare i titoli sul mercato dai soggetti qualificati, come le E.S.Co. (Energy Service Company).

Il Gestore dei Servizi Energetici (Gse) ha il compito di riconoscere e validare i risparmi, emettendo i certificati che vengono poi scambiati sul mercato gestito dal Gme. Tuttavia, è proprio all’interno di questo processo che si è inserita la condotta fraudolenta oggetto della sentenza.

Operazioni fittizie e monetizzazione illecita

L’inchiesta ha portato alla luce una serie di operazioni fittizie messe in atto per simulare interventi di efficientamento mai realmente eseguiti. Grazie a questo schema, i soggetti coinvolti riuscivano a ottenere i certificati e, contestualmente, a maturare il diritto a un contributo tariffario in denaro erogato dalla Cassa per i Servizi Energetici e Ambientali (Csea).

La magistratura contabile ha accertato che i beneficiari finali di questo sistema non erano solo le società coinvolte, ma le persone fisiche che le amministravano. Questi soggetti avrebbero tratto un diretto profitto economico dalla monetizzazione dei titoli, a fronte di una “totale (ma, chiaramente, dissimulata) inesistenza dei presupposti interventi di efficientamento energetico”.

La responsabilità degli amministratori

La decisione della Corte d’Appello ribadisce la responsabilità dei due amministratori condannati, i quali, attraverso la gestione delle società campagnesi, avrebbero orchestrato il sistema di rimborsi illeciti.

Condividi questo articolo
Facebook Whatsapp Whatsapp Threads Copia Link
  • Redazione
  • Contattaci
  • Pubblicità
  • Collabora
  • Come vederci
  • Scarica l’app
  • Newsletter
  • Privacy
  • Gestione reclami
  • Codice di condotta

© Copyright 2026 InfoCilento, registrazione Tribunale di Vallo della Lucania nr. 1/09 del 12 Gennaio 2009. Iscrizione al Roc: 41551. Editore: Domenico Cerruti – Proprietà: Red Digital Communication S.r.l. – P.iva 06134250650. Direttore responsabile: Ernesto Rocco | Tutti i contenuti di questo sito sono di proprietà della casa editrice, testi, immagini, video o commenti, non possono essere utilizzati senza espressa autorizzazione. Per le notizie o fotografie riportate da altre testate giornalistiche, agenzie o siti internet sarà sempre citata la fonte d’origine. Dove non sia stato possibile rintracciare gli autori o aventi diritto dei contenuti riportati, i webmaster si riservano, opportunamente avvertiti, di dare loro credito o di procedere alla rimozione. La redazione non è responsabile dei commenti presenti sul sito o sui canali social. Non potendo esercitare un controllo continuo resta disponibile ad eliminarli su segnalazione qualora gli stessi risultino offensivi e/o oltraggiosi. Relativamente al contenuto delle notizie, per eventuali contenuti non corretti o non veritieri, è possibile richiedere l’immediata rettifica a norma di legge.