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Bamar Italia, accordo saltato a Salerno: sindacati pronti a una nuova mobilitazione

Tensione alla Bamar Italia di Salerno. Gli impegni del 25 giugno restano lettera morta e il sindacato lancia l'ultimatum: senza risposte immediate riparte la protesta

Di: Redazione Infocilento
Pubblicato il: 30/06/2026
Aggiornato il: 30/06/2026
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Gigi Vicinanza

Nuova aria di tempesta alla Bamar Italia di Salerno. A pochi giorni dall’incontro che sembrava aver siglato la pace sociale tra l’azienda e i lavoratori, la situazione è tornata a farsi rovente. L’accordo firmato lo scorso 25 giugno, che aveva portato alla sospensione immediata delle proteste in cambio di precise garanzie aziendali, è rimasto fino ad ora una lettera morta. Nessun riscontro, nessuna risposta concreta e impegni completamente disattesi.

I punti dell’accordo disatteso e il caos gestionale

Il documento della discordia prevedeva la risoluzione immediata di gravi pendenze contrattuali — come il pagamento degli straordinari arretrati, il riconoscimento delle indennità per chi maneggia denaro e la concessione delle ferie arretrate — oltre a un piano per nuove assunzioni e a un ritorno a un’organizzazione del lavoro basata sulla fiducia e sulla conoscenza del territorio da parte dei dipendenti storici. Un modello, quest’ultimo, stravolto di recente, con il rischio concreto di perdere clienti storici a causa del caos gestionale.

La denuncia del sindacato: fiducia tradita

Sulla vicenda interviene duramente Gigi Vicinanza, componente della segreteria nazionale dei Metalmeccanici del sindacato autonomo: «Abbiamo teso la mano all’azienda accettando di sospendere lo stato di agitazione per senso di responsabilità, ma la nostra fiducia è stata tradita. Ad oggi, tutto quello che era stato messo nero su bianco è rimasto senza alcun riscontro. Non stiamo chiedendo favori, ma il respeito di diritti sacrosanti già previsti dalla legge: i lavoratori hanno il diritto di vedere pagati i propri straordinari, di andare in ferie e di operare in un clima organizzativo sereno e valorizzante. La vecchia gestione si fidava del personale e i risultati parlavano chiaro; le recenti rivoluzioni aziendali hanno solo creato caos, scontentando dipendenti e clienti storici».

L’ultimatum ai vertici aziendali

Vicinanza lancia poi un chiaro ultimatum ai vertici aziendali: «Se l’amministratore delegato pensa che il verbale sottoscritto sia solo un pezzo di carta per prendere tempo, si sbaglia di grosso. Eravamo pronti a costruire un percorso comune per far crescere l’azienda, ma senza risposte immediate la parola tornerà inevitabilmente ai lavoratori. Se gli impegni non verranno onorati entro le prossime ore, la mobilitazione ripartirà subito e sarà ancora più dura».

Il rischio di un nuovo blocco delle attività

L’accordo prevedeva anche la nomina di due figure di coordinamento interne per i tecnici e i caricatori, pensate per riallacciare i fili del dialogo operativo quotidiano e superare le attuali difficoltà. Un progetto di riorganizzazione che, senza la volontà della proprietà, rischia di naufragare prima ancora di nascere, trascinando l’azienda salernitana verso un nuovo blocco delle attività.

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