Una forte scossa di terremoto ha interessato il sottosuolo del Golfo di Napoli nelle prime ore di oggi, 10 marzo 2026. I sismografi dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) hanno rilevato un evento di magnitudo 5.9, localizzato nel bacino marino che separa il capoluogo campano dall’isola di Capri. L’evento sismico, verificatosi poco dopo la mezzanotte, ha attivato immediatamente i protocolli di monitoraggio della sala sismica di Roma.
La profondità del sisma: un fattore determinante
Nonostante l’intensità nominale della magnitudo, che in altre circostanze avrebbe potuto causare danni significativi, il terremoto non è stato avvertito dalla popolazione. La ragione risiede nell’ipocentro estremamente profondo: l’INGV ha infatti calcolato una profondità di 414 chilometri. Questa caratteristica geofisica ha permesso alle onde sismiche di disperdere la propria energia meccanica attraverso i vari strati della crosta e del mantello terrestre prima di raggiungere la superficie, rendendo il fenomeno sostanzialmente impercettibile.
Reazioni social e assenza di segnalazioni
L’assenza di tremori percepiti è stata confermata dalla quiete nelle strade e dalla mancanza di chiamate ai soccorsi. Tuttavia, la notizia si è diffusa rapidamente sul web. Come spesso accade in queste circostanze, i social network sono diventati il principale termometro dell’evento: l’hashtag #terremoto è entrato immediatamente nei trend, ma i commenti degli utenti dell’area napoletana hanno evidenziato l’assenza totale di segnalazioni o danni a cose e persone. La situazione rimane sotto costante osservazione da parte degli esperti, sebbene l’evento sia classificato come un sisma di profondità privo di impatto macroscopico sul territorio.
