Il Comune di Felitto compie un passo decisivo verso la messa in sicurezza del proprio patrimonio strutturale. La Giunta Comunale, guidata dal sindaco Carmine Casella, ha approvato il progetto esecutivo relativo al primo stralcio funzionale per i lavori di adeguamento strutturale, antisismico e normativo dell’edificio Municipio-Saloni Comunali. L’Ente ha formalizzato la partecipazione all’avviso pubblico promosso dal Dipartimento Casa Italia della Presidenza del Consiglio dei Ministri e dal Dipartimento per le Politiche di Coesione e per il Sud.
L’iniziativa punta a intercettare i fondi dedicati alla prevenzione del rischio sismico nei territori delle aree interne, rientrando a pieno titolo negli interventi di categoria A.
Un lotto funzionale da 3 milioni di euro
Il centro cilentano disponeva già di un piano esecutivo generale da 3.450.000,00 euro per l’intero complesso edilizio. Per ottimizzare la cantierizzazione, rispettare i limiti economici imposti dal bando ministeriale e garantire la sostenibilità temporale dei lavori, la giunta ha optato per l’estrapolazione di un primo stralcio funzionale autonomo.
Il valore complessivo del progetto candidato ammonta a 3.000.000,00 euro. Di questa somma, 2.260.000,00 euro sono destinati all’importo dei lavori a base d’asta (comprensivi di oneri di sicurezza), mentre i restanti 740.000,00 euro rimangono a disposizione dell’amministrazione per spese tecniche, indagini geologiche, imprevisti e imposte. Il quadro economico è stato aggiornato e ricalcolato sulla base delle tariffe del nuovo Prezzario dei Lavori Pubblici della Regione Campania del 2026.
Obiettivi e requisiti del bando nazionale
Il Comune di Felitto è classificato come area interna nella mappatura 2021-2027 ed è inserito in zona sismica 2. L’amministrazione considera cruciale questo intervento per elevare gli standard di sicurezza dell’edificio e assicurare la continuità dei servizi essenziali ai cittadini anche in caso di eventi calamitosi.
La candidatura rispetta i vincoli tassativi stabiliti dall’avviso pubblico. Tra i requisiti confermati nella delibera figurano l’esclusiva proprietà pubblica dell’immobile, la destinazione d’uso strettamente istituzionale, la validazione del progetto secondo il Codice dei contratti pubblici e l’osservanza del principio di divieto di doppio finanziamento, insieme ai criteri DNSH (Do Not Significant Harm) per la tutela ambientale.
