Prosegue senza sosta l’attività di contrasto al degrado urbano e allo spaccio di sostanze stupefacenti lungo il litorale di Eboli. Gli agenti della Polizia Municipale, impegnati in un mirato servizio di osservazione in località Campolongo, hanno inferto un nuovo colpo al mercato al dettaglio della droga che da tempo insiste nella zona costiera.
Il sistema dei “flash” nella pineta
La dinamica accertata dagli operatori ricalca un copione ormai consolidato: i pusher, prevalentemente di origine straniera, si posizionano ai margini della fitta vegetazione della pineta e, sfruttando l’oscurità, segnalano la propria presenza agli acquirenti in transito tramite brevi e ripetuti flash dei telefoni cellulari. Un sistema convenzionale che consente ai clienti di individuare rapidamente il punto esatto dove fermarsi con l’auto per consumare il veloce scambio “soldi-dose”.
L’intervento e l’inseguimento nel buio
Proprio seguendo questi segnali luminosi, gli agenti sono intervenuti nel momento in cui un SUV, condotto da un quarantenne proveniente da Salerno, si era accostato per effettuare l’acquisto. Mentre lo spacciatore, approfittando della profonda conoscenza del territorio, è riuscito a dileguarsi rapidamente tra la fitta macchia mediterranea della pineta facendo perdere le proprie tracce, per l’acquirente le conseguenze sono state immediate.
Sequestri e ritiro della patente
L’uomo è stato infatti bloccato e trovato in possesso di 1,73 grammi di hashish. Oltre al sequestro amministrativo della sostanza, ai sensi dell’articolo 75 del D.P.R. 309/90, gli agenti hanno proceduto anche al ritiro immediato della patente di guida.
Le dichiarazioni dell’assessore Corsetto
“Il fenomeno dei ‘segnalatori luminosi’ sulla litoranea è sotto la nostra costante attenzione – commenta l’assessore Antonio Corsetto –. Nonostante le difficoltà morfologiche del terreno, che favoriscono la fuga dei venditori nella pineta, il controllo serrato sugli acquirenti resta uno strumento fondamentale per colpire la domanda di stupefacenti e contrastare il degrado in un’area turistica strategica come quella di Campolongo.”
