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Cronaca

Pontecagnano Faiano, agguato mafioso sulla litoranea: arrestati 2 fratelli per tentato omicidio

I fatti contestati risalgono al 2022 quando Marrimiliano Damiani pretese uno sconto sulle consumazioni alcoliche al cassiere di una discoteca. Dopo il suo rifiuto, insieme al fratello, organizzò un agguato contro il 49enne lungo la litoranea

Comunicato Stampa
15/04/2025 12:27 PM
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Carabinieri

Nel pomeriggio di ieri (14 aprile 2025), a Pontecagnano Faiano, il Nucleo Investigativo del Comando Provinciale Carabinieri di Salerno ha dato esecuzione – con il supporto della Compagnia Carabinieri di Battipaglia – ad un’ordinanza applicativa della custodia cautelare in carcere, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Salerno su richiesta della Procura, nei confronti dei fratelli Massimiliano e Fabio Damiani, indagati entrambi per tentato omicidio aggravato dai futili motivi e dalla premeditazione in concorso, detenzione e porto abusivo di armi comuni da sparo aggravati in concorso, violenza privata in concorso e, solo il primo, anche per tentata estorsione, tutti delitti aggravati dal metodo mafioso.

Le accuse

In particolare, il provvedimento cautelare ha ritenuto la sussistenza, allo stato, di gravi indizi di colpevolezza nei confronti dei due indagati, ritenuti responsabili del tentato omicidio aggravato, messo in atto, in Pontecagnano Faiano, il 18 settembre 2022 ai danni di un 49 enne salernitano.

Secondo quanto ritenuto nel provvedimento cautelare, il movente dell’agguato sarebbe da individuarsi in un tentativo di estorsione, avvenuto la sera del 3 settembre 2022, ad opera di Massimiliano Damiani all’interno di una nota discoteca di Pontecagnano Faiano, dove la vittima lavorava. In quell’occasione, l’uomo, avrebbe minacciato e aggredito il 49 enne, addetto alla cassa, pretendendo uno sconto sulle consumazioni alcoliche, per se e per i suoi amici, senza ottenerlo.

A fronte del rifiuto ottenuto dal cassiere,avrebbe dapprima invitato la vittima a seguirlo all’esterno, per poi allontanarsi dal locale minacciandola. I suoi propositi di vendetta si sarebbero concretizzati alcune settimane dopo, con l’ausilio del fratello Fabio.

L’agguato

L’agguato sarebbe avvenuto nelle prime ore del 18 settembre 2022, lungo la litoranea che da Pontecagnano Faiano conduce a Salerno. Secondo l’ipotesi accusatoria, dopo essersi appostati ed aver notato il passaggio dell’auto in uso al 49 enne, i fratelli – travisati da passamontagna, occhiali scuri e con armi in pugno – dopo aver costretto la vittima ad arrestare la marcia dell’auto e dopo aver tentato di aprirne gli sportelli e sfondarne i finestrini con il calcio delle pistole, a fronte della fuga del malcapitato si sarebbero lanciati al suo inseguimento, a tutta velocità, a bordo di un auto a noleggio, esplodendo sulla pubblica via ed in direzione della vittima diversi colpi di pistola – che dopo aver frantumato il lunotto posteriore e attinto in diversi punti i sedili dell’auto – non lo avrebbero ferito per mera fortuna.

L’attività investigativa

Le indagini sono state svolte avvalendosi della visione delle immagini delle telecamere di videosorveglianza presenti nei comuni di Salerno e di Pontecagnano Faiano e dell’analisi del tracciato GPS del sistema satellitare installato sulla vettura in uso agli indagati, noleggiata sotto falso nome.

Sulla base di tali elementi, confortati dall’incrocio con i dati di traffico telefonico e telematico delle utenze mobili in uso agli indagati, si è sostenuta la presenza degli indagati a bordo dell’autovettura adoperata per l’agguato, nonché nei luoghi da loro abitualmente frequentati, anche nei giorni immediatamente precedenti e successivi al fatto. La consulenza tecnico – balistica effettuata durante le indagini, ha inoltre permesso di ricostruire la precisa dinamica dell’azione di fuoco e la riferibilità dei colpi esplosi a due differenti armi da sparo.

Nell’ordinanza cautelare, con riferimento a tutte le ipotesi di reato oggetto di contestazione, è stata riconosciuta la sussistenza dell’aggravante di cui all’art. 416 bis.1 c.p., con riferimento al “metodo mafioso” adoperato dagli indagati.

I precedenti

La dinamica dei fatti ricostruita e le condotte realizzate, anche prima dell’agguato, sono infatti ritenute tali da evocare, in concreto, nei confronti della vittima la forza intimidatrice tipica dell’agire mafioso. L’ordinanza cautelare, inoltre, ricostruisce il contesto delinquenziale nel quale i fratelli Damiani sarebbero stati già da tempo inseriti, in particolare quanto al vicinanza al gruppo criminale noto alle cronache come “I ragazzi di Pastena”, già coinvolti e condannati in relazione ai gravi fatti avvenuti il 5 novembre 2006 presso la discoteca “Soho Federica” di Salerno, a seguito dell’aggressione operata dagli indagati e da altri appartenenti al richiamato “gruppo” in danno di appartenenti alle forze dell’ordine intervenute per sedare una rissa, aggressione nella quale si verificavano il tentato omicidio di un Ispettore Capo della Polizia di Stato4., tentata rapina di un’arma da fuoco di un poliziotto, rapina della pistola di ordinanza di un Carabiniere ed il ferimento di alcuni degli uomini delle forze dell’ordine.

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