Il Comune di Pollica, guidato dal sindaco Stefano Pisani, punta a tutelare concretamente i prodotti Made in Italy; l’Ente ha ufficialmente richiesto la revisione della disciplina sull’origine dei prodotti agricoli e alimentari. Di recente anche Vallo della Lucania e Capaccio Paestum avevano promosso la medesima iniziativa.
Con la delibera n° 4 del 14.04.2026, approvata dal Consiglio Comunale, il primo cittadino si attiverà presso l’ANCI(Associazione Nazionale dei Comuni) affinché l’associazione promuova tutte le azioni necessarie nelle sedi istituzionali italiane ed eurounitarie.
Revisione del Codice Doganale: l’addio all’ultima trasformazione
L’obiettivo politico e legislativo è chiaro: avviare la procedura di modifica della disciplina sull’origine del codice doganale. Nello specifico, si richiede la revisione dell’articolo 60 del regolamento (UE) n. 952/2013, finalizzata all’esclusione dei prodotti agricoli e alimentari dall’ambito di applicazione della stessa.
L’intento è quello di prevedere, come esclusivo criterio di individuazione dell’origine, l’indicazione del luogo di provenienza di cui al regolamento (UE) n. 1169/2011, garantendo così totale trasparenza e una corretta informazione ai consumatori finali.
Stop al “falso” Made in Italy: il caso del concentrato di pomodoro
Come sottolineato nel documento ufficiale, le attuali regole che conferiscono l’origine in base all’ultimo Paese di produzione contribuiscono a generare un profondo disorientamento nel consumatore.
Un esempio emblematico citato nella delibera riguarda l’importazione di triplo concentrato di pomodoro rispetto al doppio: una pratica avente come unica finalità quella di ottenere il marchio “Made in Italy” su prodotti di provenienza non nazionale acquisiti a basso costo, solo grazie a un’ultima fase di lavorazione in Italia. Di qui la richiesta d’intervento per escludere i prodotti agricoli e alimentari dalle maglie del codice doganale, restituendo valore alla terra e alla reale provenienza delle materie prime.
