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Lunedì dell’Angelo: tra fede e tradizione, ecco perché festeggiamo la Pasquetta

Scopri la storia della Pasquetta e del Lunedì dell'Angelo. Dal racconto evangelico del sepolcro vuoto alle gite fuori porta: ecco perché festeggiamo oggi.

Di:
Redazione Infocilento
Di:Redazione Infocilento
La redazione di InfoCilento è composta da circa trenta redattori e corrispondenti da ogni area del Cilento, Vallo di Diano e Alburni. E' questa la vera...
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Pubblicato il: 06/04/2026
Aggiornato il: 31/03/2026
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Picnic

Il giorno dopo la Pasqua, noto a tutti come Pasquetta, rappresenta per milioni di italiani un appuntamento imperdibile con la convivialità e la natura. Eppure, dietro le consuete scampagnate e i pranzi all’aperto, si cela un significato religioso profondo e una storia che affonda le radici nei testi sacri, trasformandosi nel tempo in una ricorrenza civile ufficialmente riconosciuta.

Il significato religioso: l’annuncio del sepolcro vuoto

Il termine corretto per definire questa giornata è Lunedì dell’Angelo. La denominazione trae origine dal racconto dei Vangeli, che descrive l’arrivo delle donne – Maria Maddalena, Maria madre di Giacomo e Salomè – al sepolcro di Gesù con l’intento di imbalsamarne il corpo. Qui, trovarono la grande pietra che chiudeva la tomba già rotolata via e un messaggero celeste ad attenderle.

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Proprio in questo contesto si colloca la citazione che dà il senso all’intera celebrazione: «Non abbiate paura, voi! So che cercate Gesù il crocifisso. Non è qui! È risorto come aveva detto; venite a vedere il luogo dove era deposto». Queste parole, pronunciate dall’angelo, rappresentano il cuore pulsante della fede cristiana e il passaggio dallo smarrimento alla gioia della Resurrezione.

Perché si festeggia di lunedì?

Un dettaglio storico interessante riguarda la collocazione temporale. Nonostante l’episodio evangelico sia avvenuto la mattina stessa della Pasqua (il giorno dopo il sabato), la tradizione ha spostato la memoria di questo incontro al lunedì. Questa scelta è legata alla struttura del calendario liturgico, che considera i giorni dell’Ottava di Pasqua come un unico grande giorno di festa. Tuttavia, è bene ricordare che per la Chiesa il Lunedì dell’Angelo non è una festa di precetto, sebbene sia vissuto con grande devozione popolare.

Dalla via di Emmaus alla gita fuori porta

L’usanza italiana della gita fuori porta non è solo un modo per godersi l’arrivo della primavera, ma trova un parallelo simbolico in un altro episodio biblico: il viaggio dei discepoli di Emmaus. Il Vangelo narra che, lo stesso giorno della Resurrezione, due seguaci di Gesù si misero in cammino verso un villaggio poco distante da Gerusalemme. Durante il tragitto, Gesù risorto apparve loro, camminando al loro fianco senza essere inizialmente riconosciuto. Questo “viaggio” fisico e spirituale ha ispirato nel tempo la consuetudine di trascorrere la giornata lontano dalle mura domestiche, in segno di cammino e rinascita.

Il riconoscimento civile nel secondo dopoguerra

Sebbene le radici siano antichissime, la Pasquetta come la conosciamo oggi è diventata una festività civile in Italia solo nel 1947. Lo Stato decise di introdurla per prolungare la solennità pasquale, offrendo ai cittadini un ulteriore giorno di riposo. Da allora, il lunedì dopo Pasqua è diventato sinonimo di condivisione e libertà, un momento per celebrare l’amicizia e la bellezza dei paesaggi italiani, rendendo omaggio a una tradizione che unisce indissolubilmente il sacro al profano.

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