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Cronaca

Eboli, minaccia i ristoratori con un coltello per non pagare il conto: Cassazione conferma la condanna per estorsione

La Corte di Cassazione conferma la condanna per estorsione a un 40enne di Eboli che ha minacciato i ristoratori con un coltello per non pagare il conto.

Di: Ernesto Rocco
Pubblicato il: 25/05/2026
Aggiornato il: 25/05/2026
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Corte di Cassazione

Corte di Cassazione: cenare al ristorante e minacciare i titolari con un coltello per non pagare il conto configura il reato di estorsione. I giudici della Settima Sezione Penale hanno dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un 40enne, originario di Eboli, confermando in via definitiva la condanna inflitta nei precedenti gradi di giudizio.

L’imputato aveva tentato di ottenere una riduzione delle responsabilità penali, chiedendo che il gesto venisse riqualificato nei reati meno gravi di insolvenza fraudolenta e minaccia. La difesa aveva inoltre invocato l’applicazione dell’attenuante della lieve entità, basandosi su una sentenza della Corte Costituzionale del 2023.

I motivi del rifiuto del ricorso

La Suprema Corte ha respinto integralmente la linea della difesa, confermando che l’utilizzo di un’arma per ottenere l’ingiusto profitto di un pasto gratuito, a danno dei titolari del locale, costituisce a tutti gli effetti un’estorsione.

I magistrati hanno rilevato che i motivi del ricorso si limitavano a riprodurre in modo “pedissequo” e “apodittico” le medesime contestazioni già ampiamente respinte in appello, senza muovere alcuna critica specifica o puntuale alla sentenza emessa in secondo grado.

Inammissibile la richiesta sulla lieve entità

I giudici di legittimità hanno dichiarato inammissibile anche la richiesta di uno sconto di pena legato alla lieve entità del fatto. La Cassazione ha specificato che una simile istanza non può essere esaminata per la prima volta nel terzo grado di giudizio, poiché non era stata precedentemente sollevata davanti ai giudici di merito.

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