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Ecco cos’è il salario minimo introdotto in Campania dalla giunta Fico

La giunta Fico propone il salario minimo di 9 euro in Campania: ecco come funziona il punteggio premiale negli appalti pubblici per contrastare il lavoro povero.

Di: Ernesto Rocco
Pubblicato il: 27/01/2026
Aggiornato il: 27/01/2026
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La giunta regionale della Campania, guidata dal presidente Roberto Fico, ha inaugurato il proprio mandato con un provvedimento di forte impronta sociale: un disegno di legge che introduce la soglia minima retributiva di 9 euro lordi l’ora. L’iniziativa mira a contrastare il fenomeno della povertà lavorativa, utilizzando la leva degli appalti pubblici per garantire trattamenti economici dignitosi.

Come funziona il meccanismo dei 9 euro

Il cuore della delibera riguarda i criteri di aggiudicazione nelle gare d’appalto indette dalla Regione, dalle ASL, dagli enti strumentali e dalle società controllate. Non si tratta di un obbligo generalizzato per tutte le imprese del territorio — potere che spetterebbe al legislatore nazionale — ma di un incentivo concreto: le aziende che si impegnano a garantire ai propri dipendenti una paga non inferiore ai 9 euro lordi riceveranno un punteggio premiale.

Il sistema è strutturato per essere dinamico:

  • Il punteggio assegnato alle imprese potrà aumentare proporzionalmente per chi offre retribuzioni superiori alla soglia minima.
  • È previsto un meccanismo di aggiornamento annuale dell’importo per adeguarlo al costo della vita.
  • L’obiettivo è allinearsi ai parametri Istat che identificano nei 9 euro il confine tra sussistenza e lavoro povero.

Il contesto normativo e il precedente della Puglia

Il provvedimento della giunta Fico nasce in risposta alla mancanza di una normativa nazionale specifica, dopo che il Senato ha trasformato le proposte sul salario minimo in una delega generica che non fissa cifre prestabilite.

La strada intrapresa dalla Campania segue l’esempio della Puglia, la cui legge regionale è uscita indenne dal vaglio della Consulta. Nel dicembre 2025, la Corte Costituzionale ha infatti respinto il ricorso del governo Meloni, stabilendo che le Regioni hanno il diritto di inserire clausole di dignità salariale nei propri bandi di gara. Ora il testo passa al vaglio del Consiglio regionale della Campania per l’approvazione definitiva.

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