Il futuro dell’acqua a Rofrano torna prepotentemente al centro del dibattito pubblico. Durante l’ultima seduta del Consiglio Comunale, il tema della gestione degli acquedotti ha innescato un confronto serrato tra le forze politiche locali, con l’opposizione determinata a recuperare un modello gestionale che affonda le radici in un accordo storico del 2004. Al centro della contesa vi è la possibilità di continuare a far gestire il servizio tramite le cooperative sociali.
Un modello che viene dal passato: il precedente del 2004
La strategia proposta dalla minoranza non è una novità assoluta, bensì il tentativo di continuare con un’intesa raggiunta quando il gestore dell’ATO era il SIS. In quel periodo, il Comune di Rofrano ottenne la possibilità di gestire le infrastrutture idriche attraverso il coinvolgimento del tessuto sociale locale. Un percorso che, secondo l’ex capogruppo Giuseppe Viterale, avrebbe dovuto proseguire anche dopo il passaggio della gestione al Consac. L’obiettivo originario era l’istituzione di un tavolo tecnico finalizzato a ottimizzare il servizio, garantendo al contempo efficienza e vicinanza al territorio.
Il regime sanzionatorio e le critiche alla gestione Cammarano
Il quadro attuale appare tuttavia complesso. A causa del mancato completamento di alcuni passaggi amministrativi, il Comune di Rofrano si trova oggi in un regime sanzionatorio che preclude la gestione diretta del servizio. Una situazione che Viterale attribuisce senza mezzi termini alle mancanze della precedente compagine amministrativa.
“Il vero problema è stata l’incapacità della gestione Cammarano di portare avanti questo discorso, ma oggi nulla è perduto.”
Secondo l’esponente di minoranza, nonostante il tempo trascorso e il cambio di amministrazione, esistono ancora i margini di manovra per invertire la rotta e restituire a Rofrano il ruolo di gestore che l’ATO aveva originariamente previsto e che il comune detiene tuttora formalmente.
La richiesta di un tavolo di concertazione
La proposta politica della minoranza mira a riaprire immediatamente il dialogo con gli enti competenti. L’istanza è quella di attivare un tavolo di concertazione per definire le modalità operative che permettano di superare le sanzioni e tornare a un modello di gestione basato sulle cooperative.
“La minoranza chiedeva di portare avanti questa linea, chiedere un tavolo di concertazione, per garantire come aveva previsto l’ATO, di continuare questo ruolo di gestore che ancora oggi Rofrano tiene.”
Per illustrare nel dettaglio i punti della proposta e discutere delle criticità emerse in aula, il gruppo di minoranza ha indetto un appuntamento pubblico in piazza per incontrare la cittadinanza e condividere i prossimi passi di questa battaglia politica per il bene comune.