È partito il nuovo progetto filmico che interessa il Cilento e in particolare il comune di Gioi. Nei giorni scorsi si sono svolti i casting per il film “Il Vento della libertà”, tratto dall’omonimo libro di Giovanni Maio che racconta i moti cilentani del 1828 e le vicende della famiglia Riccio.
La regista Marta Bifano: “Una storia drammatica che i giovani devono conoscere”
“Questo film parla di questa terra — spiega la regista Marta Bifano — e parla di fatti storici, riferiti al 1828, e soprattutto alla storia dei fratelli Riccio, una storia drammatica che deve essere conosciuta, non solo dalle pagine della storia che distrattamente li nominano ogni tanto, ma soprattutto conosciuta dai giovani, perché noi dobbiamo spronare le menti, spronare i ragazzi a diventare irriverenti contro coloro che impongono, e questo senso di libertà è un senso che viene sempre di più oppresso. Sono certa che questo film lo porteremo nel 2028, per i festeggiamenti del 1828.”
Il prossimo step sarà quindi la scrittura della sceneggiatura, a cura di Francesca Pedrazza Gorlero, sceneggiatrice, insieme all’autore del libro, per poi proporlo a Rai Cinema e alle piattaforme come Amazon Prime e Netflix.
La colonna sonora e il messaggio dei “Rittantico”
A partecipare ai provini anche il gruppo cilentano di musica popolare “i rittantico” che hanno musicato un brano scritto da Antonio Pesca sui moti del 1828, durante i quali un paese intero venne bruciato, Bosco — prima comune poi frazione di San Giovanni a Piro — ad opera del Luogotenente Del Carretto.
“Abbiamo preso spunto dalle parole, da questo testo che parla proprio dei moti del Cilento del 1828, e noi abbiamo creato la musica per raccontare queste vicende drammatiche che il Cilento ha vissuto, momenti di libertà che purtroppo sono stati repressi dai padroni del tempo, e che ancora oggi per tanti versi ce ne sono in forme diverse. — spiegano — L’importante è ribellarsi, quando le cose non vanno, un popolo ha il dovere di ribellarsi, ci sono tanti diritti ancora oggi negati e la ribellione è la forma per far sì che tutto ciò non accada, se il popolo non si ribella, i nuovi padroni, così come erano i padroni di una volta, avranno vita facile”.