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Cilento

Agropoli e il Turismo Religioso

Nuovi e virtuosi flussi turistici, promuovendo il riconoscimento storico-religioso della presenza ad Agropoli di San Paolo di Tarsia, di San Francesco d'Assisi, di San Daniele Fasanella e di San Giuseppe Moscati e grazie alla valorizzazione delle Sacre Reliquie dei Santi Patroni Pietro e Paolo, presenti nell'omonima chiesa patronale.

Redazione Infocilento
15/06/2019 9:38 AM
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Nel  progetto di sviluppo socio-economico del Borgo Antico di Agropoli, presentato da Ernesto Apicella nel recente libro “Parco Archeologico-Ambientale “Akropolis”, che sta ottenendo unanimi consensi da parte delle associazione di Operatori Turistici, Commerciali e Culturali, nonché dalle forze politiche, scaricabile gratuitamente sulla nostra Home Page, l’autore propone l’attivazione dei flussi turistici religiosi attraverso la valorizzazione delle numerose testimonianze storico-religiose presenti ad Agropoli.

Chiediamo ad Ernesto Apicella su quali documenti storici si basa questa proposta?

Inizio dalle Sacre Reliquie dei Santi Pietro e Paolo. Durante alcune ricerche storiche, che stavo effettuando sulla presenza di San Francesco d’Assisi ad Agropoli, fui attratto da un documento presente nella Biblioteca del Museo Diocesano di Vallo della Lucania, fino ad allora mai studiato, che riportava una visita pastorale del 3 Ottobre 1875, di Monsignor Giovanni Battista Siciliani,“Episcopus Caputaquensis e Vallensis”. Monsignor Siciliani documentava  per la prima volta l’importante e sorprendente presenza di un“…Ostensorio di legno foderato d’argento contenente le Reliquie di S. Pietro e S. Paolo”, inoltre che ”…su esse (Reliquie dei Santi Pietro e Paolo) esiste il suggello vescovile, mentre le rispettive autentiche (certificati di autenticità) si conservano in luogo decente e nell’esporsi si pongono molti lumi”. Nell’articolo pubblicato sul suo quotidiano web il 2 agosto 2014, dal titolo “Agropoli, il Mistero delle Miracolose Reliquie dei Santi Pietro e Paolo” mi chiedevo come fossero giunte ad Agropoli, giacché non erano state inventariate dal Vescovo Monsignor Francesco Giampaolo nella precedente visita pastorale del 5 Giugno 1857. E che fine avessero fatto, visto che il 9 ottobre 1885, Monsignor Pietro Maglione, Vescovo della Diocesi di Capaccio-Vallo, visitò la Cattedrale dei Santi Pietro e Paolo e nella sua relazione non menzionava l’Ostensorio contenente le Reliquie dei Santi Pietro e Paolo. Per cui mi misi alla ricerca delle Reliquie. Qualche anno fa, una storica famiglia del borgo antico di Agropoli donò alla Parrocchia dei Santi Patroni Pietro e Paolo, delle teche contenenti le Reliquie di alcuni Santi, tra esse c’era un astuccio in metallo contenente due Reliquie recanti la dicitura: “ S.Petri Aposto e S.Pauli Aposto”. Il Reliquiario non mostrando alcun sigillo e non avendo alcun documento di autenticità, veniva esibito ai fedeli con molta cautela e giustificabile perplessità. Lo scorso anno, essendo venuto a conoscenza della presenza del Reliquiario, chiesi al Parroco Don Carlo Pisani di poterlo visionare. Esso è in metallo, dotato di un gancio e chiuso sul fronte da un antico vetro soffiato. Domenica 24 giugno 2018, alle ore 10.05, chiesi a Don Carlo di provare ad aprire delicatamente il Reliquiario, giacché ritenevo fosse un contenitore con coperchio. Alla presenze di alcuni testimoni aprendo il Reliquario, con nostro grande piacere, trovammo all’interno un antico sigillo in ceralacca con stemma, sostenuto da fili serici, il tutto intatto e ben conservato. Credo che per la prima volta, dopo cento anni e più, l’importante sigillo abbia rivisto la luce. In seguito, effettuando una ricerche tra gli stemmi delle famiglie nobili del Meridione, accertai che il sigillo recava lo stemma del famoso e potente Cardinale Ruffo di Calabria, ideatore dell’Esercito della Santa Sede (Sanfedista). In questi giorni ho ritrovato un certificato di autentica di Reliquie dei Santi Pietro e Paolo, redatto nel XVIII secolo, ma devo ancora verificare alcune incongruenze. Per ora, vi affido per la pubblicazione, il certificato di autentica.

(N.d.R. L’approfondimento nell’articolo “Agropoli, ritrovate le Sacre Reliquie dei Santi Patroni Pietro e Paolo” pubblicato da Ernesto Apicella il 28 giugno 2018).

Voleva aggiungere qualcosa sull’importanza storica della nostra chiesa madre?

L’inventario redatto da Monsignor Giovanni Battista Siciliani, il 3 Ottobre 1875,  riporta che la Cattedrale dei Santi Pietro e Paolo, si presentava con 13 Cappelle e vari Altari di ricche famiglie agropolesi. Erano presenti numerose statue lignee, quadri ed icone di Santi e Madonne. Erano gli anni di massimo splendore della Cattedrale dei Santi Patroni Pietro e Paolo, un vero e proprio museo, con una ricca raccolta di opere di arte sacra. Per cui è presumibile che la tradizionale Processione del 29 giugno, si effettuasse con l’uscita dalla cattedrale di tutte le statue lignee presenti nelle cappelle e sugli altari delle famiglie nobili agropolesi. In base ai documenti storici è probabile che la Processione fosse aperta dalle statue lignee dei Santi Pietro e Paolo, seguite dalle Sacre Reliquie e dalle statue lignee della Madonna del Carmine, di S.Vito e di S.Antonio di Padova (cappella  famiglia Rotolo/i); di S.Francesco d’Assisi (cappella  famiglia Sangiovanni di Laurino); dell’Immacolata (cappella famiglia Troisi); Madonna del Rosario, S.Lucia e S.Rosa (altare parrocchiale). A queste, è pensabile che si aggiungessero le statue presenti nelle cappelle del borgo quali: S.Lucia dalla Cappella Rotolo/i, Madonna di Costantinopoli e Madonna dell’Addolorata.

Per quanto riguarda la presenza dei Santi ad Agropoli, che lei ha già ampiamente trattato, cosa ha da aggiungere?

Attraverso una serie di articoli, sia sul suo giornale web, che su altri organi di informazione, fin dai primi anni del 2000 ho iniziato un’opera di ricerca e recupero della storia religiosa agropolese. Iniziando con le prime presenze cristiane nello scomparso borgo marinaro romano in località San Marco, identificato dal Professore Piero Cantalupo, dopo il ritrovamento di interessanti reperti nel 1975, con il toponimo di Erculam-Herculia (I sec. a.C.- IV sec. d.C.).

San Paolo di Tarso nell’autunno del 59 d.C., a seguito dell’arresto, fu imbarcato a Gerusalemme, su una nave diretta a Roma, per essere giudicato dall’Imperatore Nerone. E’ probabile che la nave si sia fermata nel porto di Erculam. Infatti una nostra leggenda narra che durante lo spostamento da Reggio Calabria a Pozzuoli, la nave, con l’Apostolo, sia approdata nel golfo agropolese. Durante la sosta, presumibilmente notturna, San Paolo convertì due bimbi, che in seguito furono lapidati nella contrada che ora porta il suo nome. I corpi dei due bimbi furono sepolti dove, attualmente, sorge il Santuario della Madonna dell’Acquasanta. La leggenda è stata giudicata da vari autori non veritiera. Ma dopo la scoperta effettuata dal prof. Piero Cantalupo del borgo marinaro romano Erculam, nuovi scenari storici si aprono sulla effettiva presenza di S. Paolo ad Agropoli.

 Per quanto riguarda San Francesco d’Assisi, il 9 marzo del 2015 pubblicai un articolo dove documentavo, per la prima volta in assoluto, l’incontro avvenuto ad Agropoli nel 1219, tra San Francesco d’Assisi e San Daniele Fasanella. Per cui aprivo l’ipotesi storica della presenza di San Francesco d’Assisi ad Agropoli, per ben due volte, nel 1219 e nel 1222. Con una serie di articoli, successivamente, non solo ho documentato storicamente l’incontro di San Francesco d’Assisi e di San Daniele Fasanella, ma ho anche ritrovato e pubblicato una serie di affreschi e dipinti, che testimoniano del “Miracolo dei Pesci” di San Francesco d’Assisi, avvenuto nel 1222 ad Agropoli. Ovviamente la ricerca continua e nelle prossime settimane pubblicherò nuove ed esclusive testimonianze, sulla presenza dei due Santi ad Agropoli.

Nell’Aprile del 2012 ritrovai due lettere autografe di San Giuseppe Moscati che attestano la sua presenza ad Agropoli, notizia che pubblicai sul suo giornale. Le due “Reliquie” documentano la presenza del Santo nel Borgo Antico di Agropoli, negli anni 1923 e 1925. Grazie a queste lettere inviate da San Giuseppe Moscati al dott. Amedeo Di Sergio, sappiamo che il Santo veniva ad Agropoli per visitare Francesco Di Sergio, fratello di Amedeo. La sua presenza in quegli anni fu assidua, diventando una vera e propria missione, giacché San Giuseppe Moscati trovò nel Borgo di Agropoli una popolazione povera nel corpo e nell’anima. Bisognosa di cure mediche specialistiche gratuite, ma anche di intense cure religiose. A queste due visite certificate, si aggiunge la testimonianza della signora Carmela Maria Gigantino, che ricorda di quando la madre le raccontava che nel 1920, San Giuseppe Moscati era venuto ad Agropoli, per una visita specialistica alla sorella Carmela Di Luccio. Una ragazza bellissima e non ancora ventenne, affetta da una grave malattia cardiaca, morta purtroppo dopo qualche mese. Inoltre, in quell’occasione, San Giuseppe Moscati visitò anche un altro ammalato. 

 

Qual’è la sua proposta per l’attivazione del Turismo Religioso?

Dobbiamo iniziare a promuovere il riconoscimento storico-religioso della presenza fisica ad Agropoli di San Paolo di Tarso, di San Francesco d’Assisi, di San Daniele Fasanella e di San Giuseppe Moscati, nonché delle Sacre Reliquie dei Santi Pietro e Paolo, conservate nell’omonima chiesa patronale. In particolare, le Sacre Reliquie furono attestate e certificate da Monsignor Giovanni Battista Siciliani, Vescovo di Capaccio e Vallo, che le inventariò il 3 Ottobre 1875. Averle ritrovate nella stessa chiesa, intatte e con sigillo vescovile, è un dato di fatto e non certo casuale. Manca il certificato, ma già le due precedenti testimonianze ci inducono a ritenere che le Reliquie siano autentiche, per cui è giusto e doveroso, evidenziare il loro valore storico-religioso e porle alla devozione dei fedeli. Quest’azione congiunta di promozione storico, culturale e religioso, ci consentirebbe non solo di recuperare e certificare degli avvenimenti di notevole importanza per la nostra cittadina, ma creerebbe l’opportunità per inserirci nei virtuosi circuiti del turismo religioso ed incrementare quei mesi di bassa stagione (aprile, maggio, giugno, settembre, ottobre), purtroppo negativi per l’economia turistico-commerciale di Agropoli. Nel mio ultimo libro, in distribuzione gratuita, ho documentato ulteriori notizie storiche,  di notevole interesse per la gens agropolese.

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