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Voto di scambio ad Agropoli, Caccamo: “nulla di nuovo”

"Non gli bastava vincere, dovevano stravincere. Meno opposizione a rompere le scatole e via che si lavora meglio"

AGROPOLI. Lo ha detto Agostino Abate, lo ha confermato Consolato Caccamo: che vi fosse un voto orientato in città sembra fosse cosa nota. Dopo l’attività investigativa della Dia ad Agropoli con Franco Alfieri e Adamo Coppola che risultano indagati per voto di scambio politico-mafioso (leggi qui), il consigliere comunale del Movimento 5 Stelle è chiaro nel descrivere un modus operandi oggetto di critiche e indagini: “Non gli bastava vincere, dovevano stravincere. Meno opposizione a rompere le scatole e via che si lavora meglio”, spiega.

“Tanto però va la gatta a largo che ci lascia lo zampino – aggiunge – Hanno dovuto dare fondo a tutte le loro leve e schierare in campo la poderosa macchina della clientela scientifica. Casa per casa, voto su voto, bisognava rastrellare tutto e radere al suolo l’avversario. E come se li controllavano bene i voti nelle urne, fino tarda notte, preferenza, seggio, doppia preferenza di genere… 10 voti devono uscire qui, 20 li. Tutto calcolato, tutto esagerato”.

Per Caccamo la svolta è stata rappresentata da chi “con la passione, con l’impegno senza tornaconto, con la grinta e la determinazione di chi con una zampata è riuscito a entrare in consiglio comunale”.

“Non abbiamo aspettato i magistrati per denunciare la verità dei fatti – conclude – Per cui oggi nulla di nuovo sotto il sole, ma finalmente si accendono i riflettori e, forse, come diceva qualcuno, il meglio deve ancora avvenire“.

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