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Allenatore squalificato per aver offeso l’arbitro, lui nega: “accuse senza fondamento”

Secondo il giudice sportivo aveva offeso l'arbitro chiamandolo "mongoloide"

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Redazione Infocilento
Di:Redazione Infocilento
La redazione di InfoCilento è composta da circa trenta redattori e corrispondenti da ogni area del Cilento, Vallo di Diano e Alburni. E' questa la vera...
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Pubblicato il: 13/02/2017
Aggiornato il: 13/02/2017
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Secondo il giudice sportivo aveva offeso l’arbitro chiamandolo “mongoloide”

ALFANO. E’ stato squalificato per quattro mesi poiché, secondo quanto riportato dal giudice sportivo, “con comportamento altamente antisportivo e sleale, ripetutamente rivolgeva parole offensive, ingiuriose e minacciose nei confronti del direttore di gare; oltretutto, apostrofava il direttore di gara chiamandolo mongoloide, manifestando, quindi, mancanza di rispetto e sensibilità nei confronti dei soggetti colpiti da tale disabilità”.

Protagonista della vicenda Francesco Detta, allenatore dell’Alfanese, squalificato fino all’1 giugno a seguito della gara Alfanese – Fipe Polla del 5 febbraio scorso, valida per il campionato di Prima Categoria. La società e lo stesso Detta, però, non ci stanno a subire le accuse, così come emerse dal rapporto dell’arbitro.

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“Le conseguenze di questa vicenda – spiega Francesco Detta – mi hanno profondamente colpito. Le parole e i fatti riportati dal direttore di gara, infatti, non hanno alcun fondamento e la società ASD Alfanese si è già attivata per presentare ricorso alla sentenza del Giudice Sportivo, sicura di tutti i testimoni presenti alla partita, tra i quali il presidente Gerardo Sergio, che mi è stato accanto durante la gara e nel post-partita”.

Quanto scritto dal direttore di gara sul referto, poi riportato dal giudice sportivo, non ha però arginato il malessere che deriva da questa vicenda.

“Ho ricevuto molte telefonate e messaggi da amici e conoscenti che mi chiedevano delucidazioni in merito all’accaduto, sorpresi nel vedermi coinvolto in un episodio così grave – spiega il tecnico alfanese – Questo perché atteggiamenti e parole del genere non rientrano nel mio modo di essere (chi mi conosce anche solo un po’ lo sa) e ritengo l’appellativo citato nella sentenza offensivo anche se rivolto a chi è portatore di tale disabilità”.

“Vedersi affibbiati fatti così gravi e mai accaduti fa male e condiziona le nostre vite più di quanto si immagini – conclude Detta – e spero che quanto prima si possa far luce su questa vicenda e non resti altro che un brutto ricordo”. Spetterà ora al giudice sportivo emettere la sentenza.

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