Nell’ambito delle attività di scoperta e caratterizzazione degli esopianeti è stata pubblicata l’immagine più grande e dettagliata di una porzione del nucleo della nostra Via Lattea, ottenuta dal telescopio spaziale Euclid. Il consorzio di Euclid riunisce più di 2000 scienziati di tutto il mondo, tra cui i Proff. Valerio Bozza e Amata Mercurio del Dipartimento di Fisica “E.R. Caianiello” dell’Università di Salerno.
Una fotocamera da 600 megapixel per 60 milioni di stelle
Il 23 marzo 2025, per circa 26 ore, Euclid ha osservato nove campi contigui che coprono un’area totale di 4,8 gradi quadrati. Utilizzando solo il suo strumento per la luce visibile, VIS, una fotocamera da 600 megapixel con straordinarie capacità di imaging, il telescopio ha rilevato più di 60 milioni di stelle con un dettaglio senza precedenti.
Queste osservazioni fanno parte dell’Euclid Galactic Bulge Survey (EGBS), un programma progettato per promuovere la scoperta e la caratterizzazione degli esopianeti. Sfruttando la straordinaria precisione di VIS e combinando i dati di Euclid con osservazioni complementari provenienti da strutture terrestri e spaziali, gli scienziati del Consorzio Euclid prevedono di identificare numerosi nuovi candidati planetari e di affinare la nostra comprensione dei sistemi planetari conosciuti.
Caccia ai segreti dei mondi alieni
In particolare, l’indagine permetterà ai ricercatori di misurare le masse di 51 esopianeti scoperti in precedenza nel campo di EGBS negli ultimi due decenni.
“Tali misurazioni sono essenziali per determinare le proprietà fisiche di questi mondi e per comprendere come si formano ed evolvono i sistemi planetari nella nostra Galassia”, afferma Valerio Bozza.
Sinergia internazionale: la connessione con la NASA
L’area di osservazione si sovrappone al campo che sarà monitorato in modo continuo dal telescopio spaziale Nancy Grace Roman della NASA, il cui lancio è previsto per il 30 agosto 2026. Analizzando le immagini di Euclid, la collaborazione sarà in grado di identificare con precisione i sistemi planetari responsabili degli eventi di microlensing che osserverà Roman.
Per l’Ateneo il prof. Bozza è anche co-leader del gruppo di modellazione dei dati del Project Infrastructure Team di Roman, in prima linea per la scoperta e l’analisi di migliaia di pianeti distribuiti tra la Terra e il centro della Galassia
