Il Comitato per l’ordine pubblico e la sicurezza, riunitosi in Prefettura a Salerno, ha delineato un nuovo piano operativo per contrastare il fenomeno della violenza giovanile. La decisione scaturisce dai recenti fatti di cronaca, tra cui il ferimento di un sedicenne a Mercatello e gli scontri avvenuti in largo Abate Conforti, oltre che dalle direttive dei ministri Giuseppe Valditara e Matteo Piantedosi. L’obiettivo principale è la creazione di percorsi di ascolto e controllo che coinvolgano l’intera rete delle istituzioni locali.
Monitoraggio e prevenzione del disagio giovanile
Il piano d’azione della Prefettura si articola su due direttrici fondamentali. La prima riguarda la collaborazione diretta con la comunità scolastica attraverso un tavolo di lavoro permanente. Questo organismo vedrà la partecipazione di scuole, Asl, forze di polizia e giustizia minorile.
Sono previsti moduli formativi specifici per dirigenti e docenti, finalizzati a potenziare la capacità di prevenzione e a gestire tempestivamente le segnalazioni di fragilità tra i giovani. Particolare attenzione sarà rivolta al riconoscimento precoce dei segnali di disagio, con l’intento di intervenire prima che sfocino in episodi critici.
Controlli a campione e utilizzo dei metal detector
La seconda direttrice del piano concerne i controlli attivi. Verrà effettuata una mappatura degli istituti per individuare le situazioni a maggior rischio, dove potrebbero verificarsi casi di bullismo o spaccio di stupefacenti. In queste strutture saranno pianificati controlli a campione da parte delle forze dell’ordine. L’impiego di strumenti di sicurezza più stringenti, inclusi i metal detector agli accessi, sarà valutato esclusivamente nelle situazioni più gravi e su specifica richiesta dei dirigenti scolastici, garantendo sempre il rispetto della normativa e dei diritti fondamentali.
La visione del prefetto sulla cultura del rispetto
Il prefetto Francesco Esposito ha sottolineato come la scommessa principale risieda nella prevenzione e nell’azione coordinata tra le istituzioni. Le misure di controllo sono considerate uno strumento necessario ma complementare a un progetto educativo più ampio. «Rafforzare i presidi di prevenzione e sicurezza all’interno della scuola significa creare le migliori condizioni per la formazione dei nostri giovani e la crescita della cultura del rispetto, come presupposto fondamentale per una società capace di rifiutare ogni forza di violenza e prevaricazione», ha dichiarato il prefetto, aggiungendo che l’obiettivo è far sì che la violenza tra giovani diventi solo un triste ricordo attraverso il confronto e il rispetto reciproco.