Sequestro lido a Trentova, scoppia la polemica

Dopo il sequestro del cantiere scoppia la polemica politica. Accuse dalla minoranza ma il sindaco replica: «ennesimo atto di sciacallaggio»

La notizia del sequestro da parte della Guardia di Finanza, a seguito di un controllo congiunto con Polizia Municipale e Guardia Costiera, del Lido Trentova di Agropoli, ha innescato un’ondata di polemiche riportando alla memoria quanto accaduto lo scorso anno nella baia di San Francesco (leggi qui).

Le perplessità dei cittadini e le accuse della politica

Già prima, molti cittadini avevano espresso perplessità sulle opere in corso che avevano portato all’abbattimento della vecchia struttura, insistente in zona da oltre cinquant’anni per realizzare una nuova costruzione. Questa, però, sarebbe risultata difforme rispetto alle previsioni e alle autorizzazioni necessarie in un’area di alto pregio, nel cuore del Parco e a pochi metri dal mare.

Non sono mancate polemiche sul fronte politico. Duro il commento di Massimo La Porta: «Dal sequestro di Trentova alla leggerezza nelle modifiche al PUC, fino alla volontà di ridurre la fascia cimiteriale in totale contrasto con le norme che la regolano: il filo conduttore è uno solo. Questo è l’operato dell’Amministrazione Mutalipassi». Da Raffaele Pesce un invito alle dimissioni.

La replica del sindaco

Per il sindaco Roberto Mutalipassi, però, le accuse della minoranza rappresentano soltanto «L’ennesimo tentativo di sciacallaggio». Il primo cittadino ricorda che quel lido insiste su area privata dagli anni ’70. Poi aggiunge: «con l’Amministrazione da me guidata siamo e saremo sempre dalla parte dell’autorità giudiziaria e per la salvaguardia e la tutela dell’ambiente».

Intanto in molti si chiedono cosa accadrà in vista della prossima estate, se lo storico stabilimento balneare aprirà i battenti e con quali modalità.

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