Non si placa il polverone mediatico e giudiziario tra il Comune di Teggiano e la Consac Gestioni Idriche S.p.A. Dopo la nota diffusa dal gestore, l’Amministrazione guidata dal sindaco Michele Di Candia è intervenuta con un nuovo, comunicato stampa per chiarire i motivi che hanno portato alla delibera di supporto legale dello scorso 22 dicembre.
Il Comune respinge con forza la tesi secondo cui le criticità sarebbero una “eredità del passato” di cui il gestore non debba rispondere (leggi qui). Secondo l’ente, Consac ha preso in carico il servizio il 15 marzo 2011 in piena consapevolezza dello stato degli impianti: “Il trasferimento è avvenuto in piena consapevolezza delle criticità nelle quali gli impianti versavano e degli obblighi di legge in materia di adeguamento degli impianti alla normativa vigente, in capo al succitato soggetto gestore“.
Quindici anni senza un piano: l’accusa del Comune
Il cuore della contestazione risiede nel lungo arco temporale trascorso senza soluzioni concrete. L’Amministrazione sottolinea come, in un decennio e mezzo, non sia mai stato presentato un cronoprogramma certo.
“La problematica principale è determinata dal fatto che dal 2011 ad oggi sono trascorsi quindici anni, durante i quali non è stato fornito a questa Amministrazione alcun atto di progettazione, cronoprogramma o indicazione di una data certa o presunta per la risoluzione delle problematiche evidenziate“, si legge nella nota del Comune. Una mancanza che appare ancora più grave a fronte del regolare pagamento dei canoni di erogazione del servizio da parte dell’ente municipale.
La disputa sui 13 milioni di euro: “Il merito è della politica, non solo del gestore”
Un altro punto di forte attrito riguarda il finanziamento regionale da 13 milioni di euro per le progettazioni, che Consac aveva rivendicato come proprio successo. Il Comune di Teggiano corregge il tiro, definendo “politicamente scorretto” attribuirsi il merito esclusivo di tali risultati.
L’Amministrazione rivendica infatti il proprio ruolo attivo ai tavoli tecnici e politici per intercettare tali risorse, ricordando che: “A fronte di un copioso finanziamento regionale di complessivi 13 milioni di euro, si sta ancora procedendo alle progettazioni che invece sarebbe stato opportuno che un gestore attento avesse pronte da tempo“.
Verso il supporto legale: un atto dovuto per la trasparenza
La scelta di affidarsi a un legale non viene presentata come una dichiarazione di guerra a prescindere, ma come un atto di tutela verso i cittadini e un modo per verificare l’operato del gestore. Il Comune conclude con una serie di interrogativi incalzanti, chiedendo quali attività di programmazione siano state effettivamente svolte in questi quindici anni di competenza esclusiva di Consac.
L’Amministrazione attende ora risposte che non siano semplici comunicati: “Le risposte non vanno ricercate nei proclami fatti a mezzo stampa, ma nei fatti concreti che nessuno potrà mai smentire“.
