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Sanità, Asl e Regione penalizzano il territorio del Cilento e Diano: ecco le criticità

Sanità, Asl e Regione penalizzano il territorio del Cilento e Diano: ecco le criticità

Roberta Foccillo
07/07/2023 11:31 AM
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Asl Salerno

Dal 1 luglio, il territorio di Agropoli subisce una grave penalizzazione nel settore sanitario, con la rimozione dell’ambulanza rianimativa, mentre il personale medico del servizio 118 di Bellosguardo verrà trasferito a Capaccio Paestum. Questa situazione rischia di esplodere durante il periodo estivo, con conseguenze tragiche per i territori a sud della provincia di Salerno, ovvero il Cilento e il Vallo di Diano. Ai tagli e alle disfunzioni che hanno portato alla chiusura di vari reparti ospedalieri nella zona, si aggiungono ulteriori misure che sicuramente causeranno notevoli disagi.

Questa situazione si manifesta in un periodo in cui si registra un considerevole aumento demografico grazie ai turisti che scelgono di trascorrere le vacanze in queste località.

Le criticità sul territorio

Si sta per abbattere una nuova e pericolosissima tegola sulla già disastrata situazione della sanità nel sud di Salerno. Il dito accusatore è puntato chiaramente verso l’ASL e la Regione Campania, amministrata da Vincenzo De Luca, responsabili di scelte e decisioni sbagliate che hanno penalizzato nel corso degli anni tutti gli ospedali del Cilento e del Vallo di Diano. Tra le scelte sbagliate rientrano la soppressione e l’accorpamento di numerosi reparti, i tagli di personale e i turni massacranti per il personale operante negli ospedali.

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Stop alla rianimativa ad Agropoli

Agropoli è una delle città che sta subendo fortemente queste conseguenze negative. Oltre alla riduzione dell’ex Ospedale Civile e alla mancanza di un Pronto Soccorso adeguato, dal 1° luglio è stata privata anche dell’ambulanza rianimativa. La mancanza di questo servizio influisce negativamente in molte situazioni di soccorso, soprattutto in quelle in cui i tempi d’intervento sono limitati e la stabilizzazione del paziente è essenziale prima del trasporto presso un nosocomio per le cure salvavita. Questa disfunzione causerà notevoli disagi in un’area geografica che registra ogni estate centinaia di migliaia di visitatori.

Le proteste

La decisione di trasferire i medici del Saut di Bellosguardo a Capaccio Paestum a partire dal 7 luglio sta suscitando molte proteste. Questo spostamento del personale medico, ridotto esclusivamente a un autista e un’infermiera, lascerà scoperto un’ampia area, l’Alta Valle del Calore, che è già molto difficile da raggiungere e attraversare a causa delle pessime condizioni della viabilità.

Queste circostanze ostacolano le operazioni di soccorso e di protezione civile. In seguito a una riunione tra i sindaci dei comuni interessati, l’ASL Salerno ha pubblicato un comunicato in cui annuncia che “nei prossimi giorni, trascorsa l’emergenza e appena definita l’aggiudicazione del lotto 11 relativo alle postazioni di Roccadaspide, Bellosguardo e Piaggine, si procederà all’impiego di un’auto medica che opererà principalmente a Bellosguardo e Piaggine”.

La decisione di sopprimere alcuni reparti e accorparli ad altri ospedali sta causando una serie di gravi disagi. I pazienti si trovano costretti ad aspettare mesi per visite e controlli clinici o a percorrere lunghe distanze, a meno che non scelgano di rivolgersi a strutture private a pagamento. Nel frattempo, il personale medico è logorato da turni massacranti per far fronte all’enorme mole di lavoro derivante proprio dalla soppressione di servizi e reparti negli altri ospedali della zona.

Gli ultimi eventi legati all’incidente a Cioffi

Gli ultimi eventi di cronaca, avvenuti nei giorni scorsi, non lasciano dubbi sulle scellerate decisioni della Regione e dell’ASL Salerno, che hanno causato gravi conseguenze per il settore sanitario campano. Tra questi tragici episodi si ricorda l’incidente avvenuto a Cioffi, nel comune di Eboli, in cui hanno perso la vita tre persone, una delle quali stava per essere trasportata all’Ospedale di Battipaglia per ricevere cure che non sarebbero state possibili ad Agropoli. Si è verificata anche l’odissea di un altro ragazzo di Agropoli, costretto a spostarsi tra tre diverse strutture ospedaliere a causa di una pericolosa trombosi che rischiava di portarlo alla morte, e ancora il decesso di un altro giovane a causa di un incidente stradale. Questi sono gli ultimi tragici episodi di una lunga serie di morti negli anni, quasi sempre attribuibili all’assenza di un Pronto Soccorso adeguato, come quello di Agropoli che, se attivo, avrebbe sicuramente limitato il numero di decessi causati dalle disfunzioni ospedaliere e dai ritardi negli interventi delle unità rianimative, causati proprio dalla mancanza e dal trasferimento del personale abilitato al soccorso voluto dall’ASL e dalla Regione Campania.

Le possibili soluzioni

Alla luce di questi recenti avvenimenti, il Coordinamento Provinciale della Lega Salvini Premier è sceso in campo con Pamela Di Nome, Rappresentante Territoriale del Cilento 3 e degli Alburni, in collaborazione con il Commissario di Roccadaspide Roberto D’Angelo, Antonella Franco, Coordinatrice Provinciale Responsabile del Tesseramento, e Antonio Trimarco, Responsabile Provinciale della Sanità. Il coordinamento del partito di Matteo Salvini ha già presentato un’interrogazione presso il Consiglio Regionale e si riserva di valutare ulteriori forme di protesta a difesa dei cittadini che sono penalizzati e privati di un diritto fondamentale a causa delle scelte politiche della coalizione di centrosinistra guidata da Vincenzo De Luca, attualmente al governo della Regione Campania e responsabile di scelte errate che danneggiano ulteriormente un servizio di vitSanità: ASL e Regione penalizzano il territorio

Dal 1° luglio, la sanità del territorio di Agropoli e Bellosguardo subisce un duro colpo, con la scomparsa dell’ambulanza rianimativa ad Agropoli e il trasferimento del personale medico del servizio 118 da Bellosguardo a Capaccio Paestum. Questa situazione rischia di esplodere durante l’estate, con conseguenze tragiche per il Cilento e il Vallo di Diano, a sud della provincia di Salerno.

Oltre alla chiusura di vari reparti ospedalieri, si aggiungono ulteriori tagli e disfunzioni che causeranno gravi disagi in un’area geografica che registra un notevole aumento demografico grazie al flusso di turisti che scelgono di trascorrere le vacanze in questa zona.

Le scelte sbagliate dell’ASL e della Regione Campania, guidata da Vincenzo De Luca, sono state responsabili nel corso degli anni della penalizzazione degli ospedali del Cilento e del Vallo di Diano. La soppressione e l’accorpamento di numerosi reparti, i tagli al personale e i turni massacranti hanno causato gravi danni.

Ad Agropoli, oltre alla riduzione dell’ex Ospedale Civile e alla mancanza di un Pronto Soccorso adeguato, si è vista privare anche dell’ambulanza rianimativa dal 1° luglio. La mancanza di questo servizio avrà un impatto negativo in molte situazioni di emergenza, soprattutto quelle in cui i tempi di intervento sono cruciali per la stabilizzazione del paziente prima del trasporto presso il nosocomio più vicino per ricevere le cure salvavita. Questa mancanza causerà disagi significativi in un’area che ogni estate registra centinaia di migliaia di visitatori.

I servizi del Saut da Bellosguardo a Capaccio Paestum a partire da oggi

Inoltre, il trasferimento del personale medico del Saut da Bellosguardo a Capaccio Paestum a partire dal 7 luglio ha sollevato molte proteste. Questo spostamento del personale medico ridotto a un autista e un’infermiera lascerà un’ampia zona, l’Alta Valle del Calore, priva di assistenza sanitaria. Questa zona è già difficile da raggiungere e attraversare a causa delle pessime condizioni della viabilità, che ostacolano le operazioni di soccorso e protezione civile. Dopo una riunione tra i sindaci dei comuni interessati, l’ASL Salerno ha dichiarato che, “nei prossimi giorni, dopo che sarà conclusa l’emergenza e sarà assegnato il lotto 11 relativo alle postazioni di Roccadaspide, Bellosguardo e Piaggine, sarà impiegata un’auto medica che opererà principalmente a Bellosguardo e Piaggine”.

La decisione di chiudere alcuni reparti e accorparli ad altri ospedali ha causato gravi disagi. I pazienti sono costretti ad aspettare mesi per visite e controlli clinici o a percorrere lunghe distanze, a meno che non scelgano di rivolgersi a strutture private a pagamento. Nel frattempo, il personale medico è sottoposto a turni massacranti per far fronte all’enorme carico di lavoro derivante dalla soppressione di servizi e reparti negli altri ospedali della zona.

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