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Salerno, gestione del centro Di Ninno, bando da rifare

Il bando per la struttura Di Ninno va rimodulato dopo l'interdizione di un altro campo. Costi di riqualificazione a 5,5 milioni e l'ipotesi delocalizzazione

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Redazione Infocilento
Di:Redazione Infocilento
La redazione di InfoCilento è composta da circa trenta redattori e corrispondenti da ogni area del Cilento, Vallo di Diano e Alburni. E' questa la vera...
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Pubblicato il: 15/01/2026
Aggiornato il: 15/01/2026
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Campo Di Ninno Salerno

L’assegnazione in gestione della struttura comunale Di Ninno, nota casa del tennis cittadina, subisce una nuova e brusca battuta d’arresto. Nonostante i termini del bando per l’affidamento annuale non siano ancora scaduti, la procedura risulta già superata a causa di un ulteriore peggioramento delle condizioni dell’impianto.

La necessità di un ritiro formale e di una successiva rimodulazione del documento appare ormai inevitabile, segnando il secondo tentativo fallito di stabilizzare la gestione del sito.

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Stato dei luoghi e inagibilità dei campi da gioco

Il fulcro della problematica risiede nella discrepanza tra quanto previsto dal bando e l’attuale stato della struttura. Se inizialmente il disciplinare dello scorso 31 dicembre prevedeva tre campi idonei su quattro, la realtà odierna è ulteriormente peggiorata. Oltre al campo D, fuori uso da tempo, è stato recentemente interdetto e transennato anche il campo B.

Le ragioni del provvedimento sono state definite precauzionali, ma la situazione desta preoccupazione. Il consigliere Antonio Cammarota, presidente della commissione trasparenza, ha sollevato dubbi sulla gestione della sicurezza: «Non si ravvisano pericoli imminenti ma non lo erano neppure i crolli al pattinodromo». Con solo due rettangoli di gioco agibili, l’oggetto del bando originale risulta di fatto inesistente, rendendo necessaria una ricalibrazione totale dei termini di assegnazione.

Revisione dei costi e reperimento dei fondi

A seguito di un sopralluogo effettuato dai tecnici comunali lo scorso 9 gennaio, la stima economica per la riqualificazione complessiva delle strutture sportive sul lungomare Tafuri è lievitata sensibilmente. La spesa prevista è passata dai circa 4 milioni iniziali a 5,5 milioni di euro. Tale incremento è dovuto ai gravi danni strutturali causati dalle mareggiate e dai crolli che hanno colpito l’area.

Per coprire i costi, l’amministrazione comunale ha attuato una manovra di riallocazione dei fondi Prius. In particolare, le risorse destinate al progetto di recupero per la fruizione turistica e culturale sono state ridotte, scendendo da 10,5 milioni a 8,3 milioni di euro. Questi 2,2 milioni recuperati non sono tuttavia sufficienti a coprire l’intero fabbisogno di 5,5 milioni, lasciando un vuoto di oltre 3 milioni di euro ancora da finanziare.

Strategie di finanziamento e criteri di premialità

Il reperimento delle risorse mancanti sarà oggetto di approfondimento nelle prossime audizioni della commissione trasparenza. Una delle strade percorribili riguarda l’accesso ai fondi di premialità. Come spiegato dal consigliere Cammarota, tali finanziamenti aggiuntivi verrebbero erogati qualora venisse dimostrato che i fondi Prius intercettati per la messa in sicurezza siano stati spesi con efficacia e celerità.

Tuttavia, la commissione trasparenza intende monitorare attentamente l’evolversi della situazione. «Chiederemo di accantonare i fondi di premialità, se il problema serio, vero e cronico non viene risolto», ha dichiarato Cammarota, sottolineando come la criticità principale sia di natura strutturale e derivi direttamente dall’erosione marina che ha danneggiato il muro di contenimento.

La proposta di delocalizzazione degli impianti

Il nodo centrale della questione rimane la stabilità a lungo termine della struttura. Gli interventi finora ipotizzati rischiano di essere solo temporanei se non si affronta il problema alla radice con un complesso progetto di posizionamento di una nuova barriera su doppia fila di pilastri.

In assenza di un intervento sistematico e definitivo sul fronte mare, ogni riparazione viene considerata un semplice rimedio provvisorio. Per questa ragione, la commissione trasparenza è intenzionata a richiedere ufficialmente la delocalizzazione degli impianti sportivi, ritenendo che lo spostamento delle strutture in una zona più sicura possa essere l’unica soluzione per garantire la continuità delle attività tennistiche e la sicurezza degli utenti.

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